(Flavia Pagliochini) Una comunità intera chiede di far rimanere in città suor Anna Maria, dell’ordine delle Immacolatine. Sono oltre seicento le firme raccolte per evitare il trasferimento, confluite in una lettera in cui si chiede alla Madre Superiora di “valutare la possibilità di riconsiderare la permanenza di suor Anna Maria nella nostra parrocchia affinché possa continuare la preziosa missione intrapresa”.
“Le scriviamo a nome dell’intera comunità parrocchiale di San Rufino e della Vicaria di Assisi – l’incipit della lettera pubblicata dal Corriere dell’Umbria – mosse da un profondo sentimento di gratitudine per il servizio che le Suore Immacolatine svolgono da anni e, al contempo, di viva preoccupazione per la notizia di un possibile trasferimento di Suor Anna Maria. In questi anni le Suore sono diventate un pilastro fondamentale e un punto di riferimento per tutti noi, soprattutto nel particolare momento della perdita del parroco Don Cesare Provenzi e del successivo insediamento di Don Alessandro Picchiarelli”. I fedeli spiegano che “La conoscenza e l’attenzione per le dinamiche e le complesse situazioni della nostra comunità hanno reso le Sorelle anello di congiunzione tra i parrocchiani e la comunità religiosa” e ricordano in particolare “Suor Anna Maria che – con il suo spirito di servizio, l’empatia, la spontaneità, la profonda umanità e umiltà – si è integrata nella nostra realtà assisana, non certamente facile, dimostrando doti di ascolto e accoglienza. La sua presenza si è rivelata estremamente collaborativa su ogni fronte, sia all’interno delle attività prettamente comunitarie sia nei momenti di cooperazione con le realtà laiche del territorio”.
“Suor Anna Maria partecipa attivamente alla vita sociale della parrocchia di San Rufino, offrendo un contributo concreto e costante nel servizio liturgico e pastorale, nel supporto organizzativo, nell’ascolto e assistenza alle persone più fragili. La sua capacità di tessere relazioni autentiche ha riavvicinato molte persone alla comunità parrocchiale”. I firmatari si dicono “pienamente consapevoli e rispettosi delle dinamiche, delle necessità e delle regole di obbedienza che guidano la vita religiosa e l’organizzazione del vostro Istituto. Tuttavia, ci permettiamo di farLe presente come il fruttuoso lavoro pastorale e sociale avviato stia raccogliendo proprio ora i suoi frutti più maturi e il suo trasferimento interromperebbe il percorso di crescita spirituale e sociale comunitario che faticosamente abbiamo costruito insieme. Per queste ragioni – conclude la lettera – le chiediamo umilmente, con il cuore in mano, di voler valutare la possibilità di riconsiderare la permanenza di suor Anna Maria nella nostra parrocchia”.
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