Quel giorno Varenne arrivò a Santa Maria degli Angeli come una vera star. Attorno a lui c’erano cani, gatti, capre, asini, pappagalli, conigli e cavalli, tutti riuniti per la tradizionale benedizione degli animali. Ma gli occhi di centinaia di persone erano soprattutto per lui, per quel cavallo che aveva conquistato gli appassionati di ippica in tutto il mondo.
Il “Capitano” partecipò alla tradizionale processione accompagnato dalla stalliera Anna, da Roberto e Jacopo Brischetto, titolari di un centro ippico piemontese, e dall’allevatore Sergio Carfagna. La sua presenza rese ancora più speciale una giornata profondamente legata alla storia e alle tradizioni della comunità angelana.
La festa del Piatto di Sant’Antonio Abate, infatti, celebra da sempre il rapporto tra la comunità e gli animali. Una tradizione antica che ogni anno porta nelle strade di Santa Maria degli Angeli centinaia di persone e che, in quella particolare occasione, ebbe come ospite d’eccezione uno dei cavalli più famosi di sempre.
Varenne era già una leggenda. In carriera disputò 73 corse, vincendone 62, conquistando i trofei più prestigiosi del trotto internazionale e oltre sei milioni di euro di premi. Il suo nome è diventato sinonimo di vittoria, velocità e carattere, tanto da essere ricordato semplicemente come “Il Capitano”. Dopo il ritiro dalle corse, Varenne ha continuato a essere protagonista nel mondo dell’ippica come stallone, lasciando una lunga eredità di figli e campioni.
Oggi, con la sua scomparsa, il mondo dello sport e dell’ippica perde una delle sue icone più amate. E anche Santa Maria degli Angeli conserva un ricordo particolare di quel campione che, per una domenica, lasciò le piste e i grandi ippodromi per sfilare tra la gente, accanto agli altri animali, nel cuore della festa di Sant’Antonio. Il Capitano non corre più. Ma quel giorno a Santa Maria degli Angeli resta nella memoria di chi ebbe la fortuna di vederlo da vicino.
Anche un allevatore navigato come Sergio Carfagna, titolare di uno fra i più importanti allevamenti e scuderia di trotto a livello nazionale nel “paradiso” di Assisi, con commozione e infinita riconoscenza sottolinea l’importanza non solo sportiva e allevatoriale che ha rappresentato Varenne, ma anche la sua straordinaria penetrazione in termini di immagine e promozione del made in Italy in tutto il mondo. “Grazie a lui, alle sue vittorie negli ippodromi sacri del mondo dove pochi cavalli italiani hanno vinto e lasciato il segno, il nostro settore che da lavoro a migliaia di persone e famiglie, ancora a stento sopravvive. Se siamo rispettati ovunque lo dobbiamo anche a lui ad un cavallo che ci ha fatto sentire orgogliosi di essere italiani e di non mollare mai”, ha concluso Carfagna nel commentare quella straordinaria parentesi umbra del “Capitano” a Perugia e Città di Castello assieme al suo grande amico Gianpaolo Mimmucci, il driver che ha tagliato per primo il palo di arrivo in Italia, a Parigi ed in America e scritto le pagine più belle di telecronache che passeranno alla storia. Ciao Capitano….
Foto: Mauro Berti © BN COM
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