Un uomo di 58 anni è stato denunciato dalla Polizia di Stato di Assisi per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. Il provvedimento è scattato nell’ambito degli ordinari servizi di controllo del territorio svolti dagli agenti del commissariato di Assisi, guidato dal primo dirigente Francesca Di Luca.
Durante un’attività di pattugliamento e controllo in città, gli agenti hanno effettuato una verifica all’interno di un cannabis shop, un esercizio commerciale specializzato nella vendita di prodotti derivati dalla canapa industriale, in particolare la cosiddetta cannabis light o legale. Nel corso dell’accertamento, il titolare ha spontaneamente consegnato agli operatori alcune confezioni contenenti infiorescenze di cannabis. Gli approfondimenti hanno consentito di rinvenire complessivamente 174 pacchetti, per un peso totale di circa 648 grammi di cannabis. Le infiorescenze, suddivise in diverse varietà, erano confezionate in dosi di peso differente: una parte dei prodotti era esposta sul bancone dell’esercizio, mentre il restante quantitativo era custodito all’interno dei cassetti del bancone. Tutta la sostanza è stata sequestrata e, al termine degli accertamenti di rito, il 58enne è stato deferito all’autorità giudiziaria per il reato di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.
(Aggiornamento del 10 settembre 2026, con la nota del titolare)
RETTIFICA
Con riferimento all’articolo del 9 settembre 2026 dal titolo “Spaccio all’interno di un cannabis shop, denunciato il proprietario”, Cannabizzando di Assisi e Canapa Sativa Italia precisano che il titolare è stato denunciato e i prodotti sono stati sottoposti a sequestro, ma la loro eventuale efficacia drogante e le conseguenti responsabilità non risultano allo stato definitivamente accertate e dovranno essere verificate nell’ambito del procedimento. Non intendiamo mettere in discussione il lavoro delle Forze dell’Ordine, il controllo svolto, il sequestro o la denuncia. Sono fatti di cronaca ed è corretto raccontarli.
Ma i prodotti oggetto del controllo erano confezionati, regolarmente acquistati da fornitori, tracciati e accompagnati dalla relativa documentazione analitica, messa a disposizione dall’esercente. Il titolare ha collaborato al controllo e fornito la documentazione in proprio possesso. Non può pertanto essere presentata come già accertata un’attività di “spaccio”, né come “ovvia” la natura dei prodotti prima dell’esito degli accertamenti tecnici e delle valutazioni dell’Autorità giudiziaria.
Riteniamo inoltre necessario correggere il titolo. Una formulazione aderente allo stato attuale dei fatti potrebbe essere:“Cannabis shop di Assisi, sequestrate infiorescenze e denunciato il titolare: accertamenti sui prodotti in corso”. C’è infine un aspetto che va oltre l’adempimento formale della rettifica. Quando un’attività che lavora da anni sul territorio viene associata pubblicamente allo “spaccio” prima che questo sia stato accertato, correggere il titolo è necessario, ma riteniamo sia giusto anche riconoscere il pregiudizio provocato.
(Dopo la nota dell’attività e di Canapa Sativa Italia la redazione ha provveduto a rimodulare il titolo come da richiesta e cancellato un inciso che poteva ingenerare confusione, dando per “ovvia” – stante la tipologia di denuncia – la natura dei prodotti quando invece – dicono i diretti interessati – non è ancora noto l’esito degli accertamenti tecnici e le valutazioni dell’Autorità giudiziaria.)
© Riproduzione riservata













