È diventato virale – ‘meritandosi’ anche le “scuse, che vorremmo fare di persona se possibile, se qualcuno ha urtato la sensibilità di studenti e insegnanti” dall’account ufficiale dei frati del Sacro Convento – il video di una studentessa condiviso su Tik Tok con la caption “cacciati da una chiesa perché volevamo imparare”. Un po’ di confusione sulle visite guidate a San Francesco, alimentate anche dai social dove in molti hanno rilanciato il video (anche con qualche polemica elettorale); va ricordato infatti che l’ingresso alla chiesa è libero, ma si paga il noleggio degli auricolari onde evitare che la chiesa diventi un “mercato di piazza”.
Nello specifico nel breve video di tre minuti la studentessa spiega di essere arrivata in città con i suoi compagni, la prof e una guida. Tutto bene la visita in città, “ma a San Francesco – denuncia – abbiamo scoperto che per entrare con la guida avremmo dovuto pagare tre euro. Non tutti avevano i soldi, perciò siamo entrati senza guida e la prof ha provato a spiegarci gli affreschi. Siamo però rimasti molto perplessi – il racconto in sintesi – per il comportamento di una guardia, che ci ha detto che la prof non poteva spiegare. Quando la prof ha detto che spiegava a noi la guardia ha ribadito che ‘qui non si può spiegare’ e all’ennesimo tentativo della prof la guardia le ha risposto, anche abbastanza scocciata, che ‘non si poteva fare perché le guide si sarebbero arrabbiate’; abbiamo continuato la visita e la guardia ci ha seguito per verificare che la prof non continuasse a spiegare. Ok, è una regola, ma questa guardia a una classe di studenti ha fatto passare il messaggio che la cultura è appannaggio di pochi e questa è una cosa terribile. E tutto alla fine si riconduce ai soldi”.
In realtà da almeno un ventennio le visite guidate in Basilica – liberamente accessibile come tutte le chiese di Assisi – sono regolamentate, anche considerato che San Francesco è prima di tutto un luogo di culto, per quanto pieno di tesori. In sintesi (dettagli qui) l’ingresso per i visitatori individuali, pellegrini o curiosi, è gratuito, e si può usufruire di audioguide, punti informativi interattivi, pubblicazione e visite guidate con un frate. Per i gruppi è necessaria la prenotazione per assicurare l’ingresso senza attese e evitare l’affollamento in Basilica, con un ingresso dal costo variabile tra uno e tre euro che include, nel caso più “costoso”, il noleggio delle radio (obbligatorie per la visita guidata all’interno, anche allo scopo di evitare troppo chiacchiericcio). Il tutto è chiaramente evidenziato sul sito dei frati e anche segnalato dall’ufficio turistico comunale.
A spiegare la posizione del Sacro Convento è il portavoce dei francescani, fra Giulio Cesareo, che – previa premessa (“siamo veramente dispiaciuti della situazione spiacevole che si è creata e vorremmo chiedere scusa – anche di persona se possibile – se in qualche modo una persona del nostro staff ha urtato la sensibilità di studenti e insegnanti”) spiega tra l’altro che “Ci sono tantissime persone – soprattutto in alcuni giorni e in alcuni orari – che visitano la basilica in contemporanea: se ogni guida/accompagnatore/insegnante parlasse per il suo gruppo allo stesso tempo, in basilica ci sarebbe molta confusione e la stessa esperienza di visita per i presenti risulterebbe compromessa nella sua bellezza e qualità. Per questo motivo da diversi anni ormai i gruppi che vogliano fare una spiegazione/visita guidata in basilica devono prenotarsi (per evitare sovraffollamento) e ritirare nel nostro ufficio informazioni degli auricolari (nuovi o sanificati dopo ogni utilizzo) con delle radio trasmittenti che permettono alla guida di parlare sottovoce, di farsi udire bene dal gruppo e di favorire così una esperienza di visita gradevole e arricchente per tutti. (…) Ecco, tutto questo non giustifica affatto se in qualche modo abbiamo ferito le persone coinvolte nelle vicenda. Rinnovo la richiesta di scusa e soprattutto la disponibilità sincera a incontrare la classe da parte del p. Custode, fra Marco, per cercare di rimediare all’accaduto”.
Foto di Mattia Poli | via Unsplash
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