Futuro Nazionale e AVS plaudono all’aggiudicazione dell’Hotel Subasio (qui tutti i dettagli su gestori e riapertura): “Apprendiamo dalla stampa la conclusione con l’assegnazione del diritto di superficie per 70 anni con la procedura pubblica per la riapertura dello storico albergo Hotel Subasio di Assisi. Esprimiamo grande soddisfazione per la riattivazione, nel prossimo futuro, della struttura ricettiva. Un immobile di grande prestigio per posizione e per storia, Un pezzo di Assisi che tornerà a vivere per la soddisfazione generale dell’intero territorio”.
“I complimenti – scrive FN Assisi vanno al consiglio di amministrazione della casa di riposo ed al suo Presidente Giorgio Buini, che con grande impegno ed abnegazione è riuscito positivamente a concludere un iter amministrativo non certo semplice. La soddisfazione è ancora maggiore se si pensa che la struttura per anni ha rappresentato un’importante risorsa per la Casa di Riposo Andrea Rossi, e che tornerà di nuovo ad esserlo. In fine Auguriamo agli aggiudicatari un buon lavoro affinché possano dare ampia soddisfazione alla città attraverso un afflusso turistico di alto profilo che Assisi merita per tutti i valori universali espressi da S Francesco, e – conclude la nota – lasciati come eredità preziosa ad Assisi ed al mondo intero”.
“La notizia della prossima riapertura dell’Hotel Subasio di Assisi, divenuto uno dei luoghi simbolo del contrasto alle infiltrazioni mafiose in Umbria, è un fatto di grande importanza. È la dimostrazione che la fermezza e la determinazione nell’azione amministrativa, nel pieno rispetto della legalità, alla lunga pagano sempre”. Lo afferma il consigliere regionale Fabrizio Ricci (AVS – presidente della Commissione antimafia dell’Assemblea legislativa della Regione Umbria). “Finalmente – evidenzia Ricci – uno dei più antichi (1868) e prestigiosi alberghi della città, situato proprio davanti alla Basilica di San Francesco, peraltro di proprietà pubblica, tornerà a vivere e ad ospitare turisti da tutto il mondo, dopo gli anni bui della chiusura, scaturiti da una interdittiva antimafia emessa dalla prefettura di Reggio Calabria nel 2015. Si tratta della conclusione molto attesa di un percorso lungo e difficile, che ha visto l’amministrazione comunale di Assisi, insieme alla cittadinanza e alle associazioni come Libera, impegnate dal primo momento a vigilare e tenere alta l’attenzione, con l’obiettivo di restituire alla città un luogo che da simbolo dei tentativi di infiltrazione criminale oggi diviene a tutti gli effetti simbolo di un riscatto collettivo”.
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