Promesse elettorali, cronoprogrammi annunciati in aula consiliare e poi documenti ufficiali che raccontano una storia completamente diversa. È quanto emerge dall’intervento del consigliere Francesco Fasulo, capogruppo di Forza Italia, durante il Consiglio comunale del 5 maggio scorso, dedicato alla variazione di bilancio e all’aggiornamento del Programma Triennale delle Opere Pubbliche.
Al centro della denuncia, la struttura polivalente dello stadio Migaghelli di Santa Maria degli Angeli, l’opera che l’amministrazione comunale ha trasformato nel simbolo della propria azione di governo e che era stata promessa come imminente alle associazioni sportive del territorio.
L’analisi dei documenti contabili presentati dall’amministrazione ha fatto emergere incongruenze che il consigliere Fasulo definisce “macroscopiche”.
“Ho esaminato con attenzione le schede allegate alla proposta di variazione di bilancio”, spiega Fasulo, “e quello che ho scoperto contraddice completamente quanto l’assessore competente ci aveva raccontato nel precedente Consiglio comunale, quando ci aveva illustrato cronoprogrammi dettagliati, tempistiche precise e stato di avanzamento dei lavori”.
Le incongruenze sono evidenti. Nel programma triennale delle opere pubbliche, l’intervento denominato “Struttura Polivalente – Interventi di finitura e sistemazioni esterne” risulta inserito con priorità massima per un importo di 500.000 euro da finanziare tramite mutuo nel 2026.
Ma è nell’elenco annuale, quello che contiene i lavori da avviare concretamente nell’anno in corso, che si materializza il problema: la struttura polivalente non compare affatto. Inoltre, nella relazione che accompagna la proposta di variazione, l’amministrazione dichiara testualmente che “sono in corso di esecuzione gli interventi di completamento della struttura e relativa impiantistica”.
“Eppure – dice Fasulo – chiunque passi davanti allo stadio Migaghelli può constatare che il cantiere è fermo da mesi. Non ci sono operai, non ci sono mezzi, non ci sono attività in svolgimento. Le associazioni sportive che avrebbero dovuto ricevere la struttura “a breve” continuano ad attendere invano.
“Come è possibile che i lavori siano dichiarati ‘in corso’ nei documenti ufficiali quando il cantiere è visibilmente fermo?”, si chiede Fasulo. “E soprattutto: se i lavori sono davvero in corso, perché si chiede di accendere un mutuo da 500.000 euro per un secondo stralcio? Il primo stralcio non era già finanziato?”.
I documenti parlano di “rifiniture e adeguamenti esterni” come destinazione dei 500.000 euro richiesti. Una scelta che lascia perplesso il consigliere: “Chiunque entri in quella struttura sa benissimo che l’interno è praticamente vuoto. Non è dato sapere come saranno allestiti gli spazi, se ci sono finanziamenti per completare l’interno, quali attrezzature verranno installate, quando tutto questo accadrà. Ma intanto si parla di completare le rifiniture esterne.
“Ci hanno raccontato che i lavori andavano avanti, che c’erano tempistiche precise, che la consegna era vicina”, ricorda Fasulo. “E oggi, a distanza di poche settimane, ci presentano documenti che dicono l’esatto contrario: l’opera non è nell’elenco dei lavori da avviare nel 2026, servono altri 500.000 euro, il cantiere è fermo. Quale è la realtà? Quella raccontata a voce dall’assessore o quella scritta nei documenti ufficiali?”.
Nella massim assise il consigliere ha domandato “con quale contratto siano stati affidati i lavori del primo stralcio, quando, a chi, per quale importo. Ha chiesto di conoscere le cause reali del blocco del cantiere. Infine, ha posto la domanda più semplice: quando, realisticamente, questa struttura sarà consegnata alle associazioni sportive che la attendono da anni? Le associazioni sportive non possono continuare ad aspettare. I cittadini non possono continuare a vedere un cantiere fermo e un’opera incompiuta”, conclude Fasulo.
Nel mirino del gruppo consiliare finisce poi via Millematti, nella frazione di Viole: “Le ruote affondano in avvallamenti che nessuno ripara da tempo, l’asfalto è un mosaico di crepe e sollevamenti, e ai margini della carreggiata due querce imponenti sembrano sul punto di cedere da un momento all’altro. Il fusto è scavato alla base da una cavità profonda, il legno è marcescente, la corteccia si stacca a placche. E intorno ci sono case. Famiglie. Bambini che vanno e tornano in bicicletta. Anziani che percorrono la strada a piedi. Mezzi agricoli che ogni giorno la attraversano per lavoro”.
Fasulo ha depositato una segnalazione urgente il 26 febbraio 2026 e protocollata al n. 11971, ma ottanta giorni dopo non è siccesso niente e per questo il Consigliere ha inviato una diffida formale e messa in mora indirizzata direttamente al Sindaco di Assisi — che ha avocato a sé la delega alla manutenzione delle strade comunali — e alla Giunta Comunale, per conoscenza al Segretario Generale, al Dirigente ai Lavori Pubblici, al Responsabile del Settore e al Comando della Polizia Locale chiedendo provvedimenti urgenti perché “la strada non è semplicemente dissestata: è pressoché non percorribile in condizioni di sicurezza da parte di qualsiasi utente. Le radici delle querce hanno sollevato il manto stradale creando dossi e buche profonde. Le acque meteoriche ristagnano senza regimentazione, accelerando il degrado della pavimentazione. La segnaletica è assente o compromessa. Chi percorre Via Millematti lo fa ogni giorno con il timore di un danno al veicolo, di una caduta, o peggio. Quanto agli alberi, “In caso di evento meteorologico anche solo moderatamente avverso — una pioggia intensa, una raffica di vento — il rischio non è teorico: è un pericolo concreto di ribaltamento della pianta o di distacco di rami di grandi dimensioni, con traiettoria di caduta che interesserebbe la carreggiata e le abitazioni adiacenti. Chi abita a Viole non chiede privilegi — spiega Fasulo —. Chiede di poter uscire di casa senza paura. Chiede che la strada su cui affaccia la propria abitazione venga trattata come tutte le altre. E invece si sente abbandonato. Questa è la frattura più grave tra l’amministrazione e i cittadini: non un disservizio, ma la percezione di non esistere”.
Il Sindaco ha scelto di avocare a sé la delega alla manutenzione delle strade. Una scelta legittima, che comporta tuttavia l’assunzione di una responsabilità diretta e personale: se la delega è in capo al primo cittadino, è al primo cittadino che i cittadini devono poter chiedere conto di ogni strada non riparata, di ogni albero non messo in sicurezza, di ogni giorno di ritardo. “Il Sindaco deve spiegare pubblicamente perché Via Millematti aspetta ancora. E la Giunta, che è l’organo di governo politico di questa città, deve vigilare: non può limitarsi a prendere atto dell’inerzia dei propri uffici. Deve intervenire, correggere, pretendere. È il senso stesso dell’essere Giunta”.
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