Alla Porziuncola la solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria ha unito preghiera, tradizione francescana e speranza cristiana, nel cuore dell’VIII Centenario del Transito di san Francesco. La festa, iniziata il 14 agosto con i Primi Vespri, ha avuto uno dei suoi momenti più suggestivi nel tradizionale focaraccio della Veglia dell’Assunta, per culminare il 15 agosto con la solenne Messa presieduta da fra Danilo Tremolada.
Alla Basilica di Santa Maria degli Angeli, la vigilia ha preso avvio con i Primi Vespri presieduti da fra Paolo Guerrini. Nella sua omelia, il religioso ha posto al centro il mistero dell’Assunzione di Maria in anima e corpo, ricordando come il corpo della Vergine, che aveva accolto il Figlio di Dio fatto uomo, sia secondo la fede della Chiesa accolto ora nella gloria del cielo.
«Maria è già là dove noi speriamo di arrivare», ha sottolineato fra Paolo, indicando nell’Assunta la primizia della risurrezione e il segno del destino al quale è chiamato ogni credente. Da qui anche il richiamo a Maria come Ianua caeli, la Porta del cielo: «Il nostro destino non è la morte, ma la vita. Non è la corruzione, ma la risurrezione. Non è il sepolcro, ma il cielo».
Con il calare della sera, la celebrazione si è spostata sul piazzale della Basilica per la Veglia dell’Assunta, presieduta da fra Saul Tambini, nuovo Custode della Porziuncola. Al centro, il grande fuoco acceso dalla Confraternita dell’Immacolata Concezione, con la partecipazione della Confraternita del Santissimo Redentore.
Nel focaraccio sono state affidate simbolicamente le intenzioni di preghiera lasciate nel tempo dai pellegrini alla Porziuncola, a San Damiano e all’Eremo delle Carceri. Fogli che raccolgono nomi, richieste, sofferenze, ringraziamenti e speranze sono diventati così parte della preghiera comunitaria della vigilia. Il fuoco, nella notte dell’Assunta, ha rappresentato la luce capace di raccogliere e trasformare ciò che ciascuno porta nel cuore.
Proprio a partire da quel gesto, fra Saul ha proposto una riflessione sulla speranza. Un tema particolarmente urgente, in un tempo che il Custode ha definito segnato da una «crisi della speranza», capace di attraversare giovani, adulti e anziani.
«Solo la preghiera può riaccendere la speranza», ha affermato fra Saul, ricordando san Tommaso e la sua definizione della preghiera come «l’interprete della speranza». La luce del focaraccio è diventata così immagine della luce che la fede può riaccendere nei cuori, nelle comunità e nel mondo.
La mattina del 15 agosto, la solennità è culminata nella Messa presieduta da fra Danilo Tremolada. Al centro dell’omelia, il Magnificat, indicato come il «testamento spirituale» di Maria e come una parola capace di rimettere il credente in cammino.
Fra Danilo ha individuato nel canto della Vergine tre consegne: il ringraziamento per le grandi cose compiute da Dio, l’invito a «ospitare il cielo» nella propria vita e, infine, la consapevolezza che l’Assunzione rivela il destino ultimo dell’uomo, chiamato alla vita eterna in Dio.
«Siamo chiamati a generare Gesù nella nostra vita, a generare Gesù attraverso i nostri gesti, le nostre parole, le nostre scelte», ha ricordato il celebrante, richiamando anche la figura di san Francesco, che alla Porziuncola fece della propria esistenza una testimonianza concreta del Vangelo.
L’Assunta, ha spiegato fra Danilo, non parla soltanto della vita futura, ma chiede di vivere già nel presente secondo la logica della risurrezione. «Rimettiamoci in cammino», è stato l’invito rivolto ai fedeli, perché Maria «accende in noi la speranza di una vita luminosa, di una vita bella quando saremo con il Signore, ma già ora, su questa terra».
Tra il fuoco del focaraccio e la Messa del 15 agosto, la Porziuncola ha vissuto così una festa che ha guardato insieme alla memoria e al futuro. Nell’anno dell’VIII Centenario del Transito di san Francesco, la solennità dell’Assunta ha riportato al centro la promessa della risurrezione: una speranza che, dalla preghiera dei pellegrini alla celebrazione liturgica, invita a guardare oltre il dolore e oltre la morte, verso la vita piena in Dio.
FOTO © Mauro Berti – BN COM
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