La città di Assisi si è stretta ancora una volta attorno alle sue radici spirituali più profonde per celebrare la Festa del Voto 2026, nata per ricordare la prodigiosa liberazione della città nel XIII secolo, quando l’intercessione di Santa Chiara salvò la comunità dalla minaccia delle truppe saracene. Se le celebrazioni hanno coinvolto l’intera comunità civile e religiosa, il culmine dell’evento è stato il Santuario di San Damiano, il luogo dove la “Pianticella di San Francesco” visse la sua intera esperienza evangelica. L’appuntamento più atteso e carico di emozione si è consumato a partire dalle ore 21.30, quando il santuario è diventato il punto d’arrivo di un lungo e partecipe pellegrinaggio. (Continua dopo il video – link diretto; credits Fra Luca Di Pasquale OFM Assisi)
Il corteo religioso, partito da Piazza San Rufino, ha attraversato la Piazza del Comune e fatto sosta alla Basilica di Santa Chiara, per poi scendere lungo la via che conduce a San Damiano. Al loro arrivo, i fedeli e le autorità hanno trovato un’atmosfera sospesa e solenne, preludio ai momenti più intensi e carichi di grazia di tutta la giornata. Il Sindaco di Assisi, Valter Stoppini, che, a nome dell’intera cittadinanza, ha rinnovato il tradizionale gesto di affidamento alla Santa, offrendo i ceri votivi destinati ad ardere davanti alla memoria del miracolo. Subito dopo, il suono delle chiarine del comune e dal rintocco della Campanella di Santa Chiara.
Il Vescovo, monsignor Felice Accrocca, indossati gli abiti liturgici, ha esposto il Santissimo Sacramento sull’altare predisposto sulla piazza, davanti a un grande afflusso di popolo, trasformando lo spazio in un luogo di profonda adorazione e ascolto della Parola biblica e di una lettura francescana. Proprio durante il momento di esortazione sul sagrato, il presule ha offerto una profonda riflessione sull’attualità del messaggio clariano. Richiamando l’esperienza di Santa Chiara, ha ricordato come una fede autentica debba tradursi sia in una preghiera intensa sia in un’azione concreta e verificabile. Di fronte alle autorità civili, religiose e ai fedeli, il Pastore ha interrogato la comunità sul contributo che ciascuno può dare per costruire una società più degna dell’uomo e per preservare la libertà.
Pur essendo una piccola realtà priva dei grandi simboli del potere politico o economico, Assisi possiede, grazie ai suoi Santi, lo straordinario “potere dei segni”: ogni gesto compiuto qui – il senso del discorso di monsignor Accrocca alla Festa del Voto 2026 – risuona nel mondo con una forza amplificata. Da questa consapevolezza deriva una grande responsabilità collettiva. Il Vescovo ha così lanciato un forte appello alla pace globale, mettendo in guardia dai pericoli di una strada attuale segnata da tensioni geopolitiche e da politiche di riarmo che accentuano le disuguaglianze e rischiano di accendere incendi di proporzioni mostruose. L’invito finale, ispirato proprio dalla capacità diplomatica e spirituale di Chiara, è stato quello di riscoprire le vie del dialogo e dell’accordo per disinnescare i conflitti. Dopo queste parole, i presenti si sono raccolti in un intenso e partecipato silenzio meditativo. Al termine della preghiera finale, il suono della Campanella di Santa Chiara ha accompagnato la solenne Benedizione Eucaristica. È stato un momento intenso, capace di richiamare alla mente dei presenti il gesto con cui Chiara, pur malata, sollevò l’Ostensorio scacciando gli invasori con la sola forza della fede e dell’amore.
In chiusura di Festa del Voto 2026, il Ministro Provinciale dei Frati Minori di Umbria e Sardegna, fra Marco Vianelli, ha rivolto ai fedeli un toccante saluto conclusivo, sottolineando l’importanza di riscoprirsi persone affidabili, capaci di dare un peso reale alle parole e di custodire l’eredità spirituale ricevuta dal passato.
FOTO © Mauro Berti – Assisi News
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