Reliquie di Carlo Acutis in vendita sui siti di e-commerce: la Diocesi di Assisi – Nocera – Gualdo sporge denuncia contro ignoti dopo i servizi del Corriere dell’Umbria di lunedì e del Tg1 di martedì 25 marzo che hanno sollevato il caso.
“Si va da richieste di 2 o 3 euro sino a 150-200 euro, per alcune ci sono anche gli sconti. Su eBay, uno dei principali portali di vendite e aste online del pianeta, a mezzogiorno di domenica si trovavano 70 annunci di sole reliquie di San Francesco, ma ampliando la ricerca spicca la ‘relic reliquary’ del Beato Carlo Acutis ‘ex capillis con certificato’ si legge nell’annuncio che scade mercoledì. Il venditore privato che utilizza un nickname ha già avuto 17 offerte (anche 84 visualizzazioni in appena 24 ore) e l’ultima ha portato i capelli di Acutis – la cui canonizzazione è fissata il prossimo 27 aprile durante il Giubileo degli adolescenti – a un valore di 2.110 euro”, si legge nel pezzo del quotidiano umbro, che parla di “pezzi di tunica o di ossa di San Francesco, foglie del roseto francescano, polvere della vite prodigiosa di Santa Rita da Cascia, pezzi del velo di Santa Chiara di Montefalco, polveri del sepolcro di Santa Chiara di Assisi”. Ma anche le statuette del Beato, vendute nei negozi di Assisi per poche decine di euro, si trovano in vendita a quasi 2.000 euro. E se nel servizio del Tg1 il cardinale Marcello Semeraro, Prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, aveva condannato la pratica parlando di “tutele legali” che sarebbero stato prese a breve, ora arriva anche la denuncia della Diocesi. (Continua dopo la foto)

Il vescovo della diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino, monsignor Domenico Sorrentino, ha infatti allertato le autorità dopo che sul web sono state messe all’asta alcune reliquie attribuite al beato Carlo Acutis che sarà proclamato santo ad aprile e il corpo del quale è custodito nel santuario della Spogliazione. L’esposto è stato già trasmesso alla Procura di Perugia guidata da Raffaele Cantone che ha subito avviato gli accertamenti. Ha riguardato in particolare i capelli del giovane milanese per i quali è già stato superato il prezzo di 2 mila euro, autenticati dalla Postulazione, messi in vendita da un soggetto coperto da un nick name. “Ne abbiamo chiesto il sequestro” ha spiegato monsignor Sorrentino. “Non sappiamo se le reliquie siano vere o false – ha aggiunto – ma se fosse anche tutto inventato, se ci fosse l’inganno, saremmo in presenza, oltre che di una truffa, anche di una ingiuria al sentimento religioso”.
La denuncia si è concentrata su una reliquia ma sul web – in base a quanto ha verificato la Diocesi di Assisi-Nocera-Gualdo – circolerebbero anche altre reliquie di Carlo Acutis. “Su internet – ha spiegato il vescovo – c’è un mercatino di reliquie che riguarda vari santi, come il nostro Francesco, con tanto di prezziario. Una cosa impossibile da accettare”. Il presule ha spiegato che il Diritto canonico non ammette questo commercio. Le reliquie vengono infatti date attraverso i vescovi gratuitamente. Al massimo si fanno offerte al santuario dal quale provengono. E’ una prassi che risale ai primi secoli della nostra storia”.
Dell’asta che sta riguardando Acutis, il vescovo ha parlato di “grande offesa al sentimento religioso”. Prima della canonizzazione la famiglia ha donato alla Diocesi di Assisi il corpo dello studente lombardo morto quindicenne di leucemia fulminante, diventato un modello di vita cristiana per tanti giovani fedeli oltre che una sorta di “patrono di internet”, beatificato il 10 ottobre 2020. In vista della sua canonizzazione se ne sta occupando anche la Postulazione che promuove la causa. Dopo che abbiamo verificato l’asta su Internet – ha detto monsignor Sorrentino – abbiamo deciso di sporgere denuncia. A cosa può portare l’idolo denaro… ho timore che ci sia lo zampino di Satana”
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