San Francesco vince ancora in tv: se l’esordio del Conte di Montecristo ha fatto il pienone assoluto di ascolto, la sfida dei talk show del lunedì è stata vinta da Alessandro Barbero con il suo “In viaggio con Barbero: Francesco, un santo scomodo”, che su La7 ha ottenuto il 5,4% di share (con 1.101.000 spettatori) e superato sia Massimo Giletti e Lo Stato delle Cose (4,2% di share e 724 mila spettatori) che Nicola Porro e Quarta Repubblica, al 4,8% di share con un’audience media di 722 mila spettatori.
La trasmissione tv ha ripreso lo spettacolo teatrale Francesco, un santo scomodo incentrato sulla figura del Poverello, in cui Francesco viene tra l’altro descritto, tra il serio e il faceto, come il capo di una “multinazionale”. Per esempio la povertà: per Barbero, come spiegato in un’intervista sul Corriere della Sera, quella di Francesco è “Rigorosamente individuale, perché lui non si è mai sognato di invitare la Chiesa, intesa come insieme di gerarchie ecclesiastiche, a praticare la povertà. Lo faceva lui e incitava i suoi seguaci a farlo. Diceva che quando un frate ha tonaca e mutande sta bene”. Però poi i francescani sono diventati potenti. “Molto, in un secondo momento. In parte tradendo il suo messaggio. Un esempio: Francesco non voleva che i suoi diventassero vescovi, ma prelati francescani ci sono stati eccome. Anche inquisitori. L’ordine francescano, come altri ordini religiosi di quel tempo, è paragonabile alle multinazionali di oggi. Un’organizzazione vasta e capillare”.
E se la storia del lupo di Gubbio “è una invenzione contenuta nei famosi ‘Fioretti'”, Barbero spiega però che “è vero che lui parlava agli animali e che li teneva in grande considerazione”. Quanto al Santo pacifista, è vero che Nel 1219, in piena crociata in Egitto, lui decide di oltrepassare la frontiera del campo e incontrare il capo della fazione avversa, il Sultano. “Ma non, come spesso si dice, per uno spirito ecumenico di pace e fratellanza. Lo ha incontrato perché voleva convincerlo a convertirsi al cristianesimo. E la cosa più divertente, considerati i pregiudizi che ancora insistono sul Medioevo, è che il Sultano è stato felicissimo di parlare con lui, voleva anche fargli dei regali, ma Francesco non poteva accettarli”. Quanto alle donne, potremmo definirlo un femminista? “Secondo me oggi facciamo confusione tra patriarcato e misoginia. Quella di Francesco era senza dubbio una società patriarcale, ma lui fu contento di accogliere donne. Certo, poi queste finirono in un convento, separate, e alla fine a prendere le decisioni erano sempre gli uomini”. Ma il rapporto con Chiara “Non era certo un amore come lo intendiamo oggi. Lui era un uomo intelligente e visionario, quando questa giovane ragazza di nobile casato decise di unirsi al suo ordine assieme ad altre donne, Francesco ne fu felice. Tanto è vero che la aiutò a scappare di casa: oggi verrebbe arrestato”.
Dopo Francesco, un santo scomodo, la serata di La7 è proseguita con “Fra’ – San Francesco, la superstar del Medioevo” un’edizione speciale dello spettacolo di Giovanni Scifoni che ha debuttato a teatro nel 2023 in occasione degli 800 anni dalla nascita Presepe di Greccio. Un appassionante racconto che esplora la figura di San Francesco d’Assisi, interrogandosi sull’enorme potere comunicativo e persuasivo che genera ancora su noi contemporanei.
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