Che fine ha fatto l’arco monumentale “Marco da Paz” dal Parco Regina Margherita? Per il capogruppo di Forza Italia Assisi in consiglio comunale, Francesco Fasulo, è stato “demolito, forse perché non instagrammabile, violando i doveri istituzionali del sindaco e cancellando anni di relazioni tra Assisi, Brasile e Vaticano”. Il consigliere ha presentato un’istanza di accesso agli atti chiedendo la pubblicazione di tutta la documentazione relativa all’intervento: autorizzazioni, provvedimenti amministrativi, pareri tecnici, contratti, costi sostenuti e responsabilità politiche e amministrative. Contestualmente, ha chiesto al sindaco Stoppini di riferire in Consiglio comunale.
Fasulo ricorda come il “Marco da Paz” rappresentasse “un simbolo delle relazioni internazionali tra Assisi, il Brasile e la Santa Sede, nato da un progetto promosso dall’Associazione Commerciale di São Paulo e inaugurato nel 2011 alla presenza di autorità italiane e brasiliane”. L’arco, lavorato a mano in pietra rosa e bianca dagli artigiani locali, racchiudeva nei suoi quattro elementi — la colomba, l’arco, la campana e le piastre dei continenti — il messaggio di fratellanza globale che ha reso Assisi punto di riferimento nel mondo e “la sua rimozione sarebbe avvenuta senza un adeguato percorso di trasparenza e senza il coinvolgimento delle istituzioni e dei partner internazionali interessati”.
L’esponente di Forza Italia sostiene inoltre che l’amministrazione avrebbe violato i principi di buona amministrazione e trasparenza previsti dal Testo unico degli enti locali, chiedendo di chiarire quale atto abbia autorizzato lo smantellamento e quali dirigenti ne abbiano assunto la responsabilità. Fasulo parla anche di possibili ripercussioni sull’immagine internazionale della città, ricordando le proteste manifestate da soggetti coinvolti nel progetto in Brasile e definendo la vicenda un potenziale danno reputazionale per Assisi, storicamente identificata come “Città della Pace”. “Chiedo al sindaco Stoppini – di presentarsi immediatamente in consiglio comunale per spiegare: quali atti ha adottato, su quali basi giuridiche, con quali motivazioni, e perché ha scelto la via delle ruspe invece di quella del dialogo. E chiedo che l’Amministrazione riscontri senza indugio l’istanza di accesso agli atti appena depositata, affinché la città sappia, in modo trasparente e documentale, cosa è stato fatto in suo nome e con i suoi soldi. Forza Italia darà battaglia in ogni sede istituzionale – dal consiglio comunale alla Prefettura, fino alle aule di giustizia se necessario – per accertare le responsabilità politiche e giuridiche di questa scelta scellerata. Assisi merita rispetto. Il Brasile merita rispetto. La pace merita rispetto. Stoppini ha violato tutto questo: ora risponda”. E se la giunta non lo farà nei termini previsti, valuterà il ricorso al TAR dell’Umbria e ulteriori iniziative istituzionali per accertare le responsabilità della decisione.
Oltreché sul Marco da Paz, sempre Forza Italia Assisi riaccende i riflettori sulla situazione dell’impiantistica sportiva ad Assisi, denunciando una crisi che, a suo giudizio, sta penalizzando associazioni e società sportive del territorio. Secondo il consigliere, calcio, basket, volley e altre discipline soffrono la carenza di spazi adeguati per allenamenti e attività, senza che l’amministrazione comunale abbia fornito risposte concrete. Al centro delle critiche c’è il cantiere della struttura polivalente allo stadio “Migaghelli” di Santa Maria degli Angeli, già al centro di altri interventi del consigliere. Fasulo sostiene che i lavori risultino di fatto fermi e annuncia di aver presentato una richiesta di ispezione interna per verificare lo stato dell’opera ed evidenzia inoltre il forte incremento dei costi, passati – afferma – da una previsione iniziale di 450 mila euro a quasi 2 milioni.
Forza Italia punta poi il dito contro il mancato accordo con il Comune di Bastia Umbra per la realizzazione di un Palasport intercomunale, progetto da 7 milioni di euro sostenuto da un finanziamento statale di 3 milioni. Per Fasulo, il rifiuto dell’amministrazione Stoppini rappresenta un’occasione persa e contrasta con gli strumenti di cooperazione tra enti previsti dalla normativa nazionale, che favoriscono la gestione condivisa delle opere pubbliche e dei servizi. Il capogruppo evidenzia i possibili vantaggi della collaborazione tra i due Comuni: riduzione dei costi, maggiore capacità di attrarre finanziamenti, ampliamento del bacino di utenza e migliore sostenibilità gestionale.
Infine, Fasulo accusa la Giunta di adottare un “doppio standard”, ricordando il trasferimento di un indirizzo dell’Istituto Properzio a Bastia Umbra e il possibile spostamento della Guardia Medica, mentre si oppone alla realizzazione condivisa di un’infrastruttura sportiva. “miopi, retrograde e ancorate a vecchie logiche campanilistiche, finalizzate esclusivamente a meri tornaconti elettorali e alla visibilità di bottega. Assisi – conclude – ha bisogno di una visione moderna e di una maggiore capacità di collaborazione istituzionale, non di logiche campanilistiche.
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