Sarebbe stato in contatto con uno dei soggetti che erano stati fermati a Terni nel febbraio del 2012 assieme all’attentatore di Bruxelles il tunisino trentanovenne residente nell’assisano – incensurato e non indagato – che è stato perquisito su ordine della procura di Bologna nell’ambito di una inchiesta antiterrorismo legata alla rete dei contatti avuti in Italia da Abdessalem Lassoued (nella foto, un frame del video girato da un passante, è la persona con il giacchetto arancione), che lo scorso 16 ottobre, in un attentato a Bruxelles, aveva ucciso due cittadini svedesi a colpi di kalashnikov. Il 39enne era stato controllato undici anni fa insieme proprio a Lassoued dalla Digos di Terni che aveva informato gli investigatori belgi delle persone con cui l’attentatore aveva avuto contatti.
Diciotto in totale le persone perquisite in tutta Italia dagli uomini del Ros dei Carabinieri e dalla polizia. Secondo il Tg3 dell’Umbria, a casa del tunisino residente ad Assisi gli agenti della Digos della Questura di Perugia hanno condotto una serie di acquisizioni finalizzate a verificare l’esistenza di contatti telematici fra il trentanovenne e la supposta rete legata a Lassoued, nonché il possesso di materiale propagandistico o la frequentazione social con reti jihadiste.
Dopo l’attentato a Bruxelles Lassoued, 45 anni, era stato ucciso in uno scontro a fuoco con la polizia. Il tunisino era arrivato a Lampedusa nel 2011 a bordo di un barchino e dopo una breve permanenza in Italia era andato in Svezia, da dove era stato espulso. Era tornato in Italia nel 2012 e nel nostro paese era rimasto per quattro anni spostandosi in molte località. Tra queste l’Umbria e Terni, dove nel 20212 era stato identificato a Terni nell’ambito di un normale controllo stradale.
Il 39enne residente ad Assisi come detto non risulta attualmente coinvolto in procedimenti giudiziari, ma la perquisizione è stata finalizzata a verificare l’esistenza di contatti telematici con la rete di Lassoued, oltre al possibile possesso di materiale propagandistico o legami con reti jihadiste. Oltre ad Assisi, le perquisizioni coinvolgono altre regioni italiane, tra cui Bologna, Brescia, Como, Fermo, Ferrara, Lecco, Macerata, Teramo, Palermo, Roma, Torino, Trento e Udine.
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