Si è chiuso domenica l’84° Corso di Studi Cristiani della Pro Civitate Christiana, dedicato quest’anno al tema dell’uguaglianza. Le giornate hanno messo a fuoco il tema da prospettive diverse, intrecciando politica, società, Costituzione, ecologia, fraternità e vita della Chiesa. (Continua dopo la foto)

Ad aprire i lavori i saluti del presidente della Pro Civitate Christiana Mariano Borgognoni, che ha sottolineato il significato dell’incontro e il valore della Cittadella come luogo di confronto, ricerca e dialogo sui grandi temi del presente. Particolarmente intenso il momento dedicato alle donne e all’uguaglianza, affidato alle amiche e alle volontarie della Cittadella, protagoniste di un recital che ha dato voce a esperienze, parole e testimonianze femminili. Un momento capace di portare il tema dell’uguaglianza dalla riflessione teorica alla concretezza delle vite e delle relazioni, mettendo in evidenza il contributo delle donne nella costruzione della comunità e nella ricerca di una società più giusta.
La serata inaugurale del Corso di Studi Cristiani ha avuto come protagonista Romano Prodi, collegato in video da remoto. Nel suo intervento, dedicato alle trasformazioni del mondo contemporaneo, Prodi ha richiamato l’attenzione sul mondo moderno, segnato da profonde trasformazioni economiche e sociali e, soprattutto, dalla difficoltà di disporre oggi di un vero sistema capace di governare processi sempre più complessi. (Continua dopo la foto)

Al centro della riflessione anche la crisi della partecipazione politica. Di fronte alle grandi trasformazioni globali, ha osservato Prodi, cresce il rischio di una politica incapace di offrire strumenti adeguati di governo e di rappresentanza, mentre si indeboliscono i luoghi nei quali i cittadini possono partecipare concretamente alle decisioni collettive. La questione dell’uguaglianza si lega così strettamente alla qualità della democrazia e alla possibilità di ricostruire forme efficaci di partecipazione.
La seconda giornata del Corso di Studi Cristiani ha proseguito il percorso con una riflessione sulla fraternità e sugli strumenti necessari per arginare le disuguaglianze e le derive del nostro tempo. Dopo i saluti del sindaco di Assisi Valter Stoppini, che ha sottolineato il legame tra la città, la sua tradizione francescana e il tema scelto dalla Pro Civitate Christiana, la giornata ha ospitato l’intervento di mons. Felice Accrocca, dedicato alla fraternità francescana e all’uguaglianza. A partire dall’esperienza di Francesco d’Assisi, Accrocca ha proposto la fraternità come una forma concreta di relazione capace di mettere in discussione gerarchie, esclusioni e disuguaglianze. Riconoscere l’altro come fratello o sorella significa infatti ripensare i rapporti sociali e il modo stesso di intendere l’uguaglianza.
A seguire la relazione del giurista Luigi Ferrajoli, che ha affrontato il tema della costituzionalizzazione come strumento per arginare la deriva del mondo moderno. La Costituzione, nella prospettiva proposta da Ferrajoli, rappresenta uno strumento effettivo per porre limiti ai poteri e garantire diritti fondamentali. Una prospettiva che si estende anche alla crisi ecologica: di fronte a fenomeni che superano i confini degli Stati e mettono in discussione le condizioni stesse della vita sul pianeta, emerge la necessità di rafforzare strumenti giuridici e istituzionali capaci di tutelare diritti, beni comuni e generazioni future. La costituzionalizzazione dei diritti diventa così anche una possibile risposta alle nuove forme di disuguaglianza prodotte dalla crisi ambientale. A seguire la riflessione della teologa Donata Horak su sinodalità e fraternità con una Chiesa chiamata a valorizzare l’ascolto reciproco e la partecipazione, facendo della fraternità una dimensione concreta della vita ecclesiale. Domenica l’ultimo panel del Corso di Studi Cristiani con Tommaso Greco e Stefania Proietti, cui è seguito, alle 12, la celebrazione eucaristica conclusiva.

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