(Flavia Pagliochini) Una maxi statua di San Francesco che da Assisi si affaccia sulla vallata umbra, visibile da chilometri di distanza, per rendere omaggio al Poverello nel 2026, anno in cui si celebra l’ottocentenario dalla sua morte. È questa l’idea di un gruppo di mecenati umbri capitanati da Federico Milletti, imprenditore locale e ceo di un’azienda con sede a Perugia, che ha già avviato i primi contatti con il Comune di Assisi per presentare il progetto. A lanciare la notizia in esclusiva il Corriere dell’Umbria con un articolo in prima pagina e un corposo focus interno.

Detto che è improbabile che la maxi statua di San Francesco si faccia dove gli imprenditori vorrebbero – la Rocca Maggiore di Assisi, in una zona dove tra l’altro si fanno al momento eventi e concerti che la statua renderebbe più difficili, per non dire impossibili, e il fatto che il riconoscimento Unesco è stato concesso perché “Assisi rappresenta un esempio unico di città santuario, inserita perfettamente nel suo ambiente naturale, che dalle sue origini umbro-romane e medievali è giunta fino ai giorni nostri senza soluzione di continuità” – Milletti spiega al Corriere che ” quella che vorremmo realizzare non è solo un’opera scultorea, ma un’iniziativa che vuole valorizzare il territorio, rafforzare l’identità culturale e offrire un nuovo punto di riferimento spirituale e turistico. Speriamo che questa richiesta (della Rocca, ndr) possa essere accettata, sappiamo che ci sono dei vincoli paesaggistici ma contiamo di ottenere tutte le autorizzazioni. In caso contrario, potremmo realizzarla sul Subasio, vedremo”.
L’idea di Milletti nasce dopo una visita al Cristo Redentore di Maratea, in Basilicata, e il progetto sarebbe una statua alta 21 metri con un’apertura delle braccia di circa 19, da posizionare appunto alla Rocca Maggiore, rendendola così visibile anche da lontano; non è peraltro la prima volta che si parla di una maxi statua di San Francesco, visto che già nello scorso ottocentenario, nel 1926, come ricorda Ezio Genovesi in “Assisi 1926 – La Nova Civitas ai tempi del podestà Arnaldo Fortini”, fu valutata e poi bocciata l’idea di creare un maxi monumento sul monte Subasio. In occasione del precedente centenario della morte, il settecentesimo, il comitato nazionale creato anche in quell’occasione creò anche delle bozze ma a mobilitarsi furono società civile e intellettuali, sottolineando la possibile rovina di quel paesaggio dove Francesco visse e operò.
Della proposta si è parlato in maniera informale con il sindaco Valter Stoppini che, sentito da Assisi News, ha ricordato la presenza dei tanti vincoli paesaggistici e l’impossibilità della Rocca come location (addirittura l’assessore Leggio in risposta a un post commenta lapidario che “alla Rocca non si farà mai”, ndr). Ma il sindaco ipotizza comunque – se gli imprenditori riusciranno a ottenere tutte le autorizzazioni per un’opera da 21 metri, e comunque non prima dei necessari passaggi in consiglio comunale – la possibilità di valutare un’altra location. Il tutto coinvolgendo anche i cittadini che, sui social “assisani”, sembrano perplessi per non dire contrari. “L’idea peggiore che si potesse avanzare, peraltro in contrasto con lo spirito francescano”, uno dei messaggi pubblicati su Facebook, mentre la giornalista Francesca Romana Elisei, con la premessa che “i mecenati sono sempre benvenuti”, amplia la riflessione: “Non abbiamo bisogno di una trovata facile e banale per incentivare il turismo da selfie. Abbiamo bisogno invece di un progetto che metta fine alla cementificazione, all’overtourism, al mordi e fuggi, all’erosione del sapere artigianale. (…) Non abbiamo bisogno di “statue giganti”, semmai di idee grandi. Che è molto più complicato”.
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