Dopo la cerimonia di inaugurazione con la benedizione degli Stendardi e dei Mantelli di sabato sera e dopo quella di Sant’Angelo, Moncioveta e del Portella, mercoledì 23 settembre è andata in scena la sfilata del Rione Portella al Palio de San Michele 2026, DiCarta.
In attesa della sfilata, Arianna Pettirossi, al suo secondo anno da Capitano del Rione San Rocco, ha raccontato le emozioni che precedono l’ingresso in Piazza:
«È una sensazione molto particolare. Lo scorso anno c’era forse un po’ più di incoscienza, mentre quest’anno sento di avere molta più consapevolezza di quello che rappresenta questa giornata e di tutto il lavoro che ci ha portati fin qui. È come se fossi cresciuta: oggi sono molto più con i piedi per terra. La tensione, però, rimane sempre la stessa e non credo possa cambiare: ogni anno è come un “one shot”, una prima volta.»
Arrivare alla sera della sfilata significa giungere alla fine di mesi di lavoro. Che Rione hai visto durante questo percorso?
«Ho visto tanti ragazzi assumersi delle responsabilità e trovare la strada giusta per arrivare alla realizzazione di tante cose, dalle strutture fino alla più piccola oggettistica. La cosa più bella è vedere sui loro volti la felicità e l’orgoglio di poter dire: “Questo l’ho fatto io”. Ho visto ragazzi mettersi al cento per cento nei panni di un rionale e sentirsi davvero parte di uno spettacolo. Credo sia una delle cose che mi ha colpito di più.»
Questa sera finalmente vedrai tutto prendere forma in Piazza Mazzini. Cosa ti aspetti quando si accenderanno le luci e inizierà la sfilata?
«Potrei rispondere con le parole di sempre: magia, emozione, energia. Ma in realtà non mi aspetto qualcosa di diverso da ciò che siamo sempre stati. So che i ragazzi saranno loro stessi, nulla di più e nulla di meno di quello che hanno dimostrato durante le prove, nelle quali hanno fatto un lavoro eccezionale.
Arriviamo alla sfilata stanchi, con pochissime ore di sonno, magari senza aver neanche avuto il tempo di mangiare e a volte può sembrare che manchino persino le energie. Poi entri in Piazza e arriva quella botta di adrenalina che cambia tutto: è la carica finale che ti permette di portare in scena lo spettacolo. E sono sicura che questa sera tutti daranno il massimo.»
Senza svelare troppo, qual è secondo te l’anima di “COMMEDIA IN TRE ATTI”? Cosa vorresti che arrivasse al pubblico?
«Vorrei che arrivasse il messaggio che cerchiamo di portare in Piazza: noi non scegliamo chi essere. Crescendo ci formiamo, costruiamo il nostro carattere e la nostra personalità, diventiamo ciò che siamo, con i nostri pregi e con i nostri difetti. E dobbiamo imparare a piacerci e ad accettarci per quello che siamo, in maniera totalmente trasparente.»
Infine, immagina di essere a pochi minuti dall’ingresso in Piazza e di avere davanti tutto il Rione. Cosa diresti ai tuoi rionali prima di cominciare?
«Grazie. È questa la parola che direi a tutti, a ognuno di loro, nessuno escluso. Grazie per il lavoro svolto, per tutti i momenti che abbiamo passato insieme in questi mesi e anche per le litigate, perché molte volte persino le discussioni servono e insegnano qualcosa. Grazie per i momenti bellissimi e per tutti gli abbracci che ci siamo dati. In questi mesi ho avuto anche la possibilità di conoscere davvero tante persone che prima magari conoscevo soltanto di vista. Ho scoperto persone bellissime, che non si sono mai tirate indietro dallo starmi vicino e, soprattutto, dallo stare gli uni accanto agli altri. Quindi sì, la parola che direi ai miei rionali prima di entrare in Piazza è semplicemente: grazie.»
TRAMA DELLA SFILATA DEL RIONE SAN ROCCO AL PALIO DE SAN MICHELE 2026 – “COMMEDIA IN TRE ATTI”
Un Giullare, una Regina e un Cavaliere ci conducono in un gioco teatrale di ironia, equivoci e riflessioni. Ma quanto c’è di vero nei ruoli che interpretiamo? Un viaggio tra palco e realtà, dove ogni personaggio rivela qualcosa di sé. Perché forse non siamo noi a scegliere le maschere che portiamo: sono loro a dare voce e a rendere visibile ciò che il volto, da solo, non può mostrare. E se il vero tesoro fosse ciò che abbiamo sempre custodito dentro di noi?
A valutare le quattro sfilate è una Giuria Tecnica composta da sei personalità provenienti dal mondo del teatro, del cinema e dello spettacolo:
Alberto Bassetti, scrittore teatrale e regista – Presidente di Giuria
Lia Francesca Morandini, costumista
Alessandro Chiti, scenografo teatrale
Giorgio Cantarini, attore di cinema e TV
Gilberto Scaramuzzo, autore, regista e attore
Pio Stellaccio, attore
Concluso il ciclo delle quattro serate dedicate agli spettacoli dei Rioni, il Palio proseguirà nei prossimi giorni con il Rion Mini Sport, i Giochi in Piazza, il Minipalio
Foto © Assisi News e © Fap Foto / Ufficio stampa Ente Palio de San Michele
(La manifestazione è uno degli sponsor inserzionisti del gruppo editoriale Assisi News)
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