(Flavia Pagliochini) A una settimana dall’attivazione “vera” dei varchi elettronici dopo sei mesi di sperimentazione, la giunta ha incontrato martedì i residenti nella sala della Conciliazione per fare il punto sullo stato dell’arte; la civica di minoranza Assisi al Centro ha anche dato vita a un mini flash mob per protestare contro la regolamentazione, ma vista anche la grande confusione sotto il cielo – e l’assenza di dati certi – alla fine è stato deciso di prorogare il periodo di prova altri tre mesi. A darne notizia il sindaco Valter Stoppini ieri sera via facebook: “Il periodo di prova, iniziato lo scorso 15 gennaio, si sarebbe dovuto concludere il prossimo 15 luglio. Tuttavia, l’obiettivo principale di questo cambiamento non è sanzionare, ma migliorare la vivibilità del centro storico, tutelandone la bellezza e garantendo la massima serenità a chi lo abita. Proprio per questo, accogliendo le richieste emerse e in pieno accordo con il Comandante della Polizia Locale, abbiamo preso una decisione importante, il periodo di prova dei varchi elettronici è posticipato fino al 16 settembre 2026. Vogliamo consentire a tutti i residenti e agli aventi diritto di familiarizzare al meglio con le nuove norme. Evitiamo che il passaggio definitivo al nuovo sistema avvenga nel pieno della stagione estiva. Un ringraziamento a tutte le cittadine e i cittadini che hanno partecipato all’incontro per il loro contributo di idee. Cambiare le abitudini richiede tempo, ma insieme stiamo costruendo una Assisi più vivibile, ordinata e accogliente per tutti”, scrive il sindaco.

La giunta ha ribadito che l’obiettivo dei cinque varchi elettronici è “disciplinare al meglio gli ingressi nel cuore della città, garantendo sicurezza, ordine pubblico e vivibilità”, ma nel corso dell’incontro è emerso che – o per sottovalutazione da parte dei cittadini o per l’assenza di una comunicazione efficace – in diversi non hanno ancora le idee chiare su come funzionano davvero questi varchi e quali sono esattamente le limitazioni. Rimane inoltre invariato il problema dei turisti diretti agli alberghi e attività ricettive: sono una quota consistente di macchine a cui è possibile accedere, seppur per breve tempo: ma spesso – tra strade strette, macchine spesso troppo grandi per i vicoli del centro e anche assenza di indicazioni chiare – basta un solo turista “sdatto” a bloccare il traffico più di dieci residenti abituati alla viabilità assisana. Chiesta anche attenzione per le scuole del centro, già alle prese con mille difficoltà – e figurarsi se portare a scuola un figlio o riuscire a riprenderlo dovesse diventare un’odissea.
Non è chiaro se qualcosa cambierà grazie a questi mesi in cui le telecamere non sono state usate per l’accertamento automatico delle violazioni, ma per la verifica del corretto funzionamento del sistema, risolvere criticità e far prendere familiarità agli utenti; né se l’ulteriore sperimentazione – che come detto finora si è limitata a “varchi attivi”, “varchi non attivi”, senza alcuna multa staccata – porterà ad eventuali altri modifiche. Inoltre – hanno rilevato i consiglieri di minoranza presenti, ossia Bocchini Cavallucci e Morosi – i dati raccolti, se esistenti, non sono stati forniti: chi ha contravvenuto più alle norme? Quali sono gli orari più critici? Perché non si pensa anche a varchi in uscita con un limite di orario tra entrata e ingresso? Diverse le domande dei cittadini: chi ha un intervento urgente ma non ha il professionista iscritto nella lista della municipale – che permette circolazione e sosta, in prossimità del luogo di lavoro per la durata dell’intervento – come fa? Ci sono – è stato risposto – 72 ore di tempo per regolarizzare la posizione, dimostrando il guasto o l’urgenza. I residenti del centro storico hanno un permesso di sosta per nucleo familiare e permessi di circolazione per i veicoli intestati ai componenti del nucleo e ci sono autorizzazioni e permessi specifici per varie categorie, tra cui residenti delle aree montane, coppie conviventi, proprietari di immobili e di garage, imprese per interventi urgenti etc. Previsto un permesso – anche se temporaneo – per donne incinta e neomamme. Servizi di interesse pubblico possono accedere secondo modalità specifiche, con registrazione preventiva delle targhe, mentre il carico e lo scarico merci è consentito nei giorni feriali dalle 6 alle 10 – e se si è già dentro fino alle 10:30, anche se questi sei mesi hanno mostrato come spesso il carico e lo scarico merci viene effettuato anche fino alle 11 e oltre. Previste deroghe per alcune attività (alimentari, alberghi, ristorazione, lavanderie, ecc.), anche nei festivi, in casi specifici. Quanto alle persone con disabilità sono previsti accesso e sosta con contrassegno; possibilità di registrare fino a due targhe; se non registrate preventivamente, il transito può essere comunicato prima dell’accesso oppure entro 72 ore successive inviando la documentazione richiesta.
“Come Capogruppo di FDI – scrive Serena Morosi su Facebook – ho partecipato all’incontro ma esprimo forti perplessità sul metodo scelto dall’amministrazione nella gestione dei varchi elettronici. È stata svolta una fase di sperimentazione, ma una sperimentazione ha senso solo se produce dati, se quei dati vengono analizzati e se da quell’analisi emerge un report in grado di valutare l’efficacia del sistema, le eventuali criticità e gli effetti sulla viabilità e sui cittadini. Se tutto questo non viene presentato, viene spontaneo chiedersi quale sia stato il reale valore della sperimentazione. Per questo riteniamo che l’entrata in vigore dei varchi avrebbe dovuto essere accompagnata da un’analisi trasparente e condivisa, mettendo il Consiglio comunale e la città nelle condizioni di comprendere le motivazioni della scelta. Diversamente, si rischia che quella che è stata definita una sperimentazione appaia come un semplice passaggio formale, privo di un’effettiva verifica dei risultati”.
In un comunicato stampa, inoltre, Morosi e il ‘collega’ Daniele Martellini spiegano che “Fratelli d’Italia non contesta lo strumento del varco in quanto tale, ma ne richiede un utilizzo intelligente; condividiamo la necessità di installare varchi elettronici sia in entrata che in uscita per garantire un monitoraggio reale e una tutela effettiva delle attività del centro storico. Inoltre, proponiamo l’introduzione di una fascia di tolleranza di 30/60 minuti: un tempo massimo di permanenza che permetta an esempio a genitori di accompagnare i figli a corsi o eventi culturali o recarsi in centro storico per l’orario d’uscita delle scuole. È fondamentale conciliare il controllo del traffico con le necessità concrete delle Famiglie e delle Associazioni che animano Assisi. Un’altra criticità inaccettabile riguarda il settore extra-alberghiero: gli affitti brevi sono equiparati alle strutture ricettive per quanto riguarda il pagamento delle tasse (come la TARI), ma vengono discriminati sul fronte dei servizi, non godendo infatti delle stesse agevolazioni previste per gli alberghi, come i permessi di accesso per il carico e scarico bagagli degli ospiti. Questa incoerenza normativa crea una disparità di trattamento che danneggia gli operatori economici e va sanata immediatamente”.
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