(Flavia Pagliochini) Finisce con tremila euro di multa alla Parte de Sotto e con una inibizione per dieci mesi dalle cariche apicali della Magnifica e dell’Ente per il solo Massimiliano Della Vedova, dichiarato decaduto da priore maggiore non appena notificata la decisione dei Saggi presa lo scorso 29 maggio, la vicenda della bandiera di Parte de Sopra bruciata e poi finita in un video caricato su Instagram e successivamente balzato all’attenzione della Nobilissima che si è rivolta al Collegio dei Saggi ma che non sarebbe poi stata sentita, almeno a leggere il verbale, nel corso del “procedimento” – lo Statuto prevede che siano sentiti sia l’autore della segnalazione o del reclamo sia l’accusato.
Nel verbale i Saggi scrivono di aver visionato il video e che in questo – al di là delle voci e dei nomi che si sentono – è comunque “visibile e riconoscibile” solo una persona, Della Vedova. Chiamato a testimoniare il priore – secondo il verbale – avrebbe spiegato che la bandiera di Parte de Sopra bruciata “non era che un rito propiziatorio eseguito nella sede di Parte alla vigilia dell’inizio della festa e che pertanto non aveva alcun intento denigratorio, finalità offensive e/o lesive nei confronti di qualcuno né tantomeno della Parte de Sopra”. La bandiera inoltre non era dell’Ente, ma “apparteneva alla Parte de Sotto e doveva servire per il corteo del giorno”. Quanto alla diffusione del video, caricato su un profilo privato di Instagram (visibile quindi solo a chi sceglie il titolare dell’account) e poi apparentemente disattivato, questo viene definito da Della Vedova “un incidente di percorso assolutamente non voluto e fatto da terzi”.
E alla “domanda specifica su quali altre persone avessero partecipato”, i Saggi scrivono che “il Priore non ha saputo identificare alcuno, essendoci un viavai continuo di partaioli, trovandosi nella sede di Parte. E che pertanto, in funzione della carica ricoperta, assumeva su di sé ogni colpa per l’accaduto”. Come detto, con un giudizio unanime dei Saggi la Magnifica Parte de Sotto, ritenuta “oggettivamente responsabile”, dovrà versare 3.000 euro a Parte de Sopra. E Della Vedova, con una sanzione “non nei confronti della persona, ma in funzione della carica ricoperta”, considerata “l’ammissione dell’accaduto contestato e l’assunzione spontanea di colpevolezza”, ma anche “che per la carica ricoperta al momento dei fatti avrebbe dovuto non solo non partecipare ma addirittura impedire l’accaduto”, viene (con un voto di 2-1) immediatamente fatto decadere dalla carica di Priore Maggiore e si vede comminare una inibizione della durata di 10 mesi che gli impedirà di ricoprire nella Parte le cariche di Priore, gran cancellario e massaro (par di capire però che potrà essere un consigliere semplice) e nell’Ente di rappresentante di Parte o membro del Collegio dei Saggi.
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