Inizierà il 20 gennaio 2027 il processo a carico di tre odontoiatri (padre e due figlie) di uno studio a Petrignano di Assisi, accusati della morte della 23enne Gaia Pagliuca avvenuta a fine settembre 2024 dopo complicazioni legate all’anestesia per l’estrazione di un dente.
L’accusa è di omicidio colposo: secondo la Procura di Perugia, la morte di Gaia Pagliuca sarebbe avvenuta “per imprudenza, negligenza ed imperizia e in violazione delle linee guida e delle buone pratiche clinico assistenziali”. Nello specifico alla giovane erano state somministrate sei fiale di anestetico senza esami preventivi, un sovradosaggio che ha portato a malore con spasmi e perdita di conoscenza. La rianimazione della 23ennee avvenne inoltre sulla poltrona odontoiatrica anziché su un piano rigido e – nonostante l’arresto cardiaco – il defibrillatore non fu stato utilizzato tempestivamente.
Assisi e Bastia e tante altre comunità – dopo la tragedia – si erano strette intorno al padre Vincenzo e al fratello Valerio, che hanno perso una giovane solare, appassionata dell’America, legata alla famiglia e agli amici, laureata nel luglio 2024 allo IED di Roma, l’Istituto Europeo di Design, che amava molto viaggiare e che solo pochi mesi prima della tragedia aveva festeggiato il suo ventitreesimo compleanno. Proprio la famiglia di Gaia Pagliuca aveva chiesto la verità, dalle colonne del Messaggero: “Ero in sala d’attesa da un’ora – ha raccontato al Messaggero il padre Vincenzo Pagliuca – quando un’assistente mi viene a chiamare, chiedendomi di andare da lei. Pensavo volesse tenermi la mano, che le fosse venuta paura o che l’estrazione fosse rinviata. Invece l’ho trovata cianotica, il cuore non batteva più e le stavano facendo un massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca. Non si è più risvegliata. (…) Mia figlia stava bene. E io voglio solo sapere perché è morta”.
Foto di Sasun Bughdaryan | via Unsplash
© Riproduzione riservata













