Anche quest’anno il Premio Samaritano 2026 invita tutti a fermarsi per ricordare chi, sulla strada, ha saputo fermarsi per primo. È questo il senso più profondo del Premio Europeo per la Solidarietà Stradale “Trofeo Giancarlo Tofi”, promosso dal Comitato organizzatore nell’ambito della Pro Loco di Petrignano, con il patrocinio della Città di Assisi e della Regione Umbria.
Originariamente ispirato alla parabola evangelica del Buon Samaritano e giunto alla trentaquattresima edizione, il riconoscimento premia ogni anno chi, di fronte a un incidente stradale o ad una situazione di difficoltà o pericolo, non è rimasto indifferente ma si è fermato ad aiutare, spesso mettendo a rischio la propria incolumità. Il premio Samaritano 2026 assume un rilievo ancora più profondo, perché coincide con l’ottavo centenario della morte di San Francesco, e perché il premio di quest’anno sarà tributato alla memoria di chi quel gesto di solidarietà lo ha pagato con la vita: Antony Josue.
Dopo la cerimonia di venerdì 16 ottobre quando la prima giornata del premio è stata dedicata a chi la solidarietà stradale la pratica ogni giorno per mestiere e per vocazione, la seconda giornata, è stata interamente dedicata ad Antony Josue. Alle 10.30, al Parco Giancarlo Tofi, è stata deposta una corona di alloro presso il Monumento al Samaritano, un momento di raccoglimento prima della cerimonia. Alle 11.00, nella Chiesa di San Pietro Apostolo, si è tenuta la consegna del Premio Samaritano 2026 “Giancarlo Tofi”, quest’anno tributato alla memoria di Antony Josue di Roma e consegnato a sua moglie Shamira Perrella. Presenti tante autorità e anche il nuovo Prefetto di Perugia Paolo Canaparo e il Sottosegretario di stato all’interno Emanuele Prisco. Un ulteriore riconoscimento è stato dato anche ad Angelo Di Francesco, accorso poco dopo nel luogo dell’incidente, per aver contribuito ad aiutare Antony prima del fatale evento.
La motivazione
Nelle prime ore del mattino del 3 maggio 2026, sul Grande Raccordo Anulare di Roma, un grave incidente stradale provocava il ribaltamento di un’autovettura, all’interno della quale tre giovani rimanevano intrappolati. Antony Josue, guardia giurata, che stava percorrendo quel tratto di strada con la propria auto, si rendeva immediatamente conto della gravità della situazione e si fermava senza esitazione per assistere gli occupanti del veicolo. Con coraggio, generosità ed elevato senso civico, contribuiva a mettere in salvo il conducente, ad allertare i soccorsi e a segnalare il pericolo agli automobilisti in transito. Proprio mentre era impegnato nell’assistenza ai feriti e nella messa in sicurezza dell’area, veniva travolto da un mezzo sopraggiunto ad alta velocità, perdendo la vita nel compimento di un gesto di autentico altruismo. Non un attimo di esitazione, non un calcolo del rischio: solo la scelta immediata di fermarsi per un altro. È in questo gesto, portato fino alle estreme conseguenze, che il Premio Samaritano riconosce il proprio significato più autentico. Il suo sacrificio resta testimonianza luminosa, destinata a vivere nel ricordo e nella gratitudine della comunità. Il nome di Antony Josue si aggiunge a quello degli altri Samaritani premiati negli anni per i loro atti di solidarietà umana, ma lo fa con un peso diverso: quello di chi ha dato tutto quello che aveva. Giunto alla sua XXXIV edizione, il Premio Samaritano nasce per tenere viva, anno dopo anno, la memoria di un gesto semplice e insieme straordinario: fermarsi. In un tempo in cui la strada racconta spesso indifferenza e fretta, il premio restituisce voce e volto a chi ha scelto, invece, di fermarsi a guardare, a soccorrere, a restare accanto a chi soffriva. Quest’anno, quel gesto si racconta attraverso una storia che si è interrotta troppo presto, e che per questo chiede di essere custodita con ancora più cura.
Foto © Fap Foto – Premio Samaritano
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