Torna il malumore alla Colussi, anche nello stabilimento di Petrignano d’Assisi che conta 380 dipendenti e per cui si apre una fase di mobilitazione a tutela dei diritti, delle condizioni di lavoro e del riconoscimento economico e professionale.
Dopo gli scioperi e le proteste degli anni scorsi, “La decisione è arrivata al termine dell’incontro del 15 ottobre 2026, svoltosi presso la sede di Confindustria Umbria, dopo mesi di confronto senza che l’azienda abbia fornito risposte concrete e soddisfacenti alle richieste contenute nella piattaforma sindacale. Anche in Umbria sono coinvolte 380 lavoratrici e lavoratori, ai quali deve essere garantito un confronto negoziale serio, capace di riconoscere il contributo quotidiano di chi opera nello stabilimento e di tradurre le richieste sindacali in risultati concreti sul piano economico, professionale e delle condizioni di lavoro”.
“Le organizzazioni sindacali giudicano inaccettabile che, a fronte delle legittime aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori, l’azienda continui a concentrare le proprie proposte prevalentemente sul tema della riduzione dell’assenteismo, arrivando a ipotizzare modifiche all’impianto originario del Premio per obiettivi. Soluzioni che potrebbero determinare ricadute negative sul personale, comprese le persone che usufruiscono dei benefici previsti dalla Legge 104/1992. Non è questa la strada per costruire relazioni industriali positive e un accordo integrativo che valorizzi realmente il lavoro. Il rinnovo contrattuale deve rappresentare un’occasione per migliorare le condizioni delle persone, riconoscere professionalità e impegno e garantire un’equa distribuzione dei risultati raggiunti grazie al contributo di tutte e tutti”.
“Per queste ragioni, FAI CISL, FLAI CGIL e UILA UIL dell’Umbria sostengono la mobilitazione proclamata a livello nazionale e promuoveranno assemblee sindacali nello stabilimento umbro, per informare le lavoratrici e i lavoratori sull’andamento della trattativa, raccogliere le loro valutazioni e condividere le iniziative da intraprendere. Le organizzazioni sindacali chiedono alla Colussi di riattivare immediatamente il tavolo negoziale, abbandonando una posizione che rischia di compromettere il percorso di confronto e presentando risposte adeguate alle rivendicazioni contenute nella piattaforma sindacale”.
“In assenza di un significativo cambio di atteggiamento e di risposte concrete, non si escludono ulteriori iniziative di mobilitazione e di lotta sindacale. La tutela dei diritti, della dignità e delle condizioni di lavoro delle 380 persone dello stabilimento umbro è una priorità. FAI CISL, FLAI CGIL e UILA UIL continueranno a sostenere con determinazione le richieste delle lavoratrici e dei lavoratori, affinché il rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale sia il risultato di un confronto vero e produca benefici concreti per chi ogni giorno contribuisce ai risultati del Gruppo Colussi”.
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