“Oggi si vuole far passare l’idea che i sindacati non servano più, ma questa sentenza dimostra l’esatto contrario. Chi ci attacca lo fa per lasciare alle imprese il potere assoluto di fare delle maestranze ciò che vogliono”. È un commento politico quello del segretario generale della Filt Cgil Umbria, Ciro Zeno, relativamente alla causa – risultata vincente – portata avanti dall’organizzazione sindacale, tramite le avvocate Benedetta Sciarra e Anna Lombardi, a tutela di otto lavoratrici e lavoratori dell’azienda di trasporti Tgroup di Petrignano, risarciti e reintegrati al proprio posto. A rendere nota la vicenda è stata la stessa Filt Cgil in una conferenza stampa a cui erano presenti lo stesso Zeno, il coordinatore merci e logistica di Filt Cgil Umbria, Sandro Gentili, le avvocate e gli otto dipendenti coinvolti. Questi ultimi, in gran parte ultracinquantenni, hanno raccontato le difficoltà e i momenti di sconforto vissuti dopo il licenziamento dell’aprile 2024: facevano parte di un ramo d’azienda dell’impresa Ponte logistica, affittato alla Tgroup e quando la Ponte è finita in liquidazione giudiziale, alla scadenza dell’affitto del ramo d’azienda Tgroup avrebbe voluto “restituire” anche i lavoratori, facendo loro di fatto perdere il posto di lavoro, visto che la Ponte, fallita, non poteva più operare. A questa decisione della Tgroup si era opposta la Filt Cgil Umbria, portando avanti una causa civile a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori. “La particolarità di questa causa sta proprio nello stabilire l’impossibilità di una retrocessione nel caso in cui l’azienda cessionaria sia in liquidazione”, ha spiegato Lombardi. “La sentenza – ha chiarito Sciarra – ha sancito quando già espresso dalla Cassazione: il personale non deve seguire l’azienda cessionaria se questa è un contenitore vuoto”.
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