Si è conclusa domenica 20 settembre, la straordinaria special edition del Cortile di Francesco 2026 “Una bella notizia”, con una giornata che ha intrecciato riflessione, bellezza e canto, restituendo al pubblico presente e a quello collegato in streaming l’eredità viva di Francesco d’Assisi. Il filo conduttore che ha legato l’intera giornata è stata la vita, intesa nella sua integralità: salute, movimento, relazioni, spiritualità e alimentazione, bellezza. Tra conferenze sul ben-essere integrale e sul valore della spiritualità nella società contemporanea, l’inaugurazione di due opere d’arte e un corteo musicale che ha attraversato il cuore della città, la Basilica e il Sacro Convento di San Francesco si sono confermati, ancora una volta, luogo privilegiato di incontro tra fede, cultura e speranza condivisa.
La mattinata si è aperta in Sala Cimabue con “Stare bene: un diritto ma anche un dovere”, conferenza inaugurale del festival Assisi 4 Life, alla presenza di Massimo Mercati, Giulio Cesareo, Barbara Carli, Fabio Brescacin e Paolo Luzzi. L’incontro ha proposto uno sguardo olistico sul benessere, intrecciando relazioni, alimentazione, movimento e dimensione spirituale, e interrogandosi su quanto la nostra salute dipenda realmente da noi stessi. Barbara Carli, ambasciatrice del wellness e tra le principali promotrici di Assisi 4 Life, ha condiviso con il pubblico un pensiero semplice e profondo: “Lo sport è vita, lo sport è salute. Mettiamo la vita al centro, riconoscendola come ciò che di più importante esista”.
È seguito, alle 11.30, il convegno “Dall’intuizione all’istituzione – Le istituzioni locali a servizio del ben-essere integrale”, con Veronica Cavallucci, Simona Meloni, Stefania Proietti e Lucia Filippucci, moderato da Fabiola Gentili. Un dialogo che ha voluto tradurre l’intuizione del benessere integrale in percorsi concreti per la collettività, con un’attenzione particolare rivolta alle giovani generazioni, in un’alleanza strategica tra politica, cittadini e terzo settore.
Alle 14.45, il Chiostro dei Morti del Sacro Convento ha accolto l’inaugurazione di “Incanto”, installazione artistica realizzata da giovani designer guidati da Maddalena Vantaggi ed Elisabetta Furin. Ispirata al Cantico delle Creature, l’opera ha invitato i visitatori a fermarsi tra schermature geometrico-cromatiche dedicate al sole, alla luna, alle stelle, al vento, all’acqua, al fuoco e alla terra: un’esperienza immersiva capace di far dialogare natura e artificio, tradizione e contemporaneità, in una sintesi armonica di rara bellezza.
In seguito, alle 15.45, la Piazza Inferiore di San Francesco si è animata con lo svelamento del tappeto floreale “Una bella notizia”, opera collettiva dei Maestri Infioratori di Spello realizzata a conclusione del workshop dei giorni precedenti. Il tappeto ha dato forma all’immagine iconica del Cortile di Francesco 2026: un San Francesco raffigurato come albero centenario, le cui fronde sono case — simbolo di fraternità e accoglienza. Un dono che ha saputo parlare, ancora una volta, il linguaggio universale della bellezza e della cura per il creato.
Alle 16.00, la Sala Stampa del Sacro Convento ha ospitato la tavola rotonda “Dio non è morto – Religione e spiritualità in un contesto secolare e a tratti individualista”, con Matteo Matzuzzi, Rita Bichi, Emanuele Rimoli e Valentina Antonelli. A partire dalla ricerca e dalla pubblicazione del vaticanista de Il Foglio, l’incontro ha riflettuto sul ritorno della domanda religiosa nello spazio pubblico e sulla possibilità che cultura e fede tornino a incontrarsi e a dialogare, tra luci e ombre, speranze e rischi. Il video integrale della tavola rotonda è disponibile al seguente link:Dio non è morto – Religione e spiritualità in un contesto secolare e a tratti individualista
Alle 18.00, in Sala Cimabue, Franco Berrino, medico epidemiologo di fama internazionale, ha dialogato con l’ex atleta Diletta Bigini nella lectio “Custodire la vita, abitare il tempo. Cosa significa vivere a lungo?”. Un momento di intensa riflessione sulla longevità come vocazione alla pienezza, in cui contano non solo gli anni vissuti, ma la qualità di ogni giorno: alimentazione consapevole, sobrietà, gratitudine e spiritualità come vie per abitare pienamente il tempo che ci è donato.
La giornata, e con essa questa straordinaria edizione speciale del Cortile di Francesco 2026, si è chiusa celebrando San Francesco e la sua eredità immortale attraverso la musica e il canto. Alle 18.45, da via della Rocca, il corteo canoro “Sia laudato san Francesco” ha attraversato i vicoli del centro storico di Assisi, toccando i luoghi che hanno visto nascere il Francescanesimo, accompagnato dal canto delle Laudi eseguito dai cantori e musicisti dell’Accademia Resonars, dell’Anonima Frottolisti, dell’Associazione Ritmi e dell’Associazione Arcum. Il cammino si è raccolto poi, alle 20.15, nella chiesa Superiore della Basilica di San Francesco per il concerto conclusivo “Sia laudato san Francesco (atto II)”, dove devozione popolare, repertorio gregoriano e polifonia sacra si sono fusi in un unico canto corale, capace di farsi preghiera condivisa e di lodare, ancora una volta, il Santo che da ottocento anni continua a indicare la via della pace e della fraternità. La partecipazione è stata straordinaria: musicisti del territorio e persone comuni si sono uniti in un autentico atto corale, nel quale l’armonia ha celebrato la vita di San Francesco come spazio di relazioni, fraternità e collaborazione condivisa.
«Il Cortile di Francesco 2026 — Una bella notizia — è stato davvero una celebrazione: della vita, dell’amicizia, di un pensare condiviso e rispettoso”, ha dichiarato fra Giulio Cesareo, OFMConv. San Francesco ne è l’ispiratore e la sorgente. Ma il suo spirito non si ferma al ricordo: è diventato parte di noi, espressione viva di una cultura che continua a germogliare. Una visione condivisa tra credenti e non credenti, che ha come metodo la collaborazione e non la competizione, e che riconosce il proprio centro nel valore e nella dignità della persona umana. Per questo, si esprime in manifestazioni culturali che sono cura, responsabilità e armonia».

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