“Ho colto con dispiacere e con preoccupazione gli allarmi che, anche in questi giorni ci giungono sul fronte lavoro. Dati che ci ricordano, come anche in Umbria e nella nostra città su questo importantissimo tema siamo in grande difficoltà”. Lo scrive Claudia Travicelli, sottolineando come “Nel leggere i dati dell’Osservatorio Nazionale sul precariato delll’Inps, relativi all’anno 2017 da subito ci salta all’occhio come i contratti a tempo indeterminato sono in netto calo, siamo a quota 10.054 nel periodo di riferimento, paragonandoli al 2016 – 11.4% e al 2015 – 48%. Sono invece in forte aumento le altre forme di contratti, il tempo determinato si attesta a 55.749, l’apprendistato a 5.224 e 2884 sono i contratti stagionali. A fronte di circa 80.000 contratti attivati, ne troviamo circa 63.000 cessati. È bene ricordare anche che la durata media dei contratti scende e che in vari casi una persona si vede costretta ad attivare nello stesso anno 4 o 5 contratti”.
“Tutto questo evidenzia – secondo Claudia Travicelli – che la qualità del lavoro, anche in Umbria e nelle sue città è in netto peggioramento, i contratti a tempo indeterminato si riducono drasticamente, dal 20% del 2017 ora siamo scesi più di 1 punto percentuale (1%) Una percentuale in Umbria, molto più bassa della media nazionale, che si attesta intorno al 23,4%. rimo maggio, festa dei lavoratori sì – scrive dunque l’ex consigliere ed ex assessore – ma non abbassare mai la guardia e rispettare sempre le condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro. Il mio pensiero va a chi ha subito infortuni, ai tanti morti sul lavoro e alle loro famiglie. Sentiamo parlare troppo poco e a volte c’è chi si dimentica di questo tema, sono allarmanti i dati su infortuni e morti sul lavoro”.
“Molti sono coloro che in questi giorni mi dicono ‘perché devo festeggiare il primo Maggio, se io un lavoro non ce l’ho?’. A loro – scrive Claudia Travicelli – dobbiamo dare risposte, per loro dobbiamo vincere questa sfida, questo diritto, perché l’indipendenza economica è fondamentale per tutti e vuol dire realizzazione personale, perché solo lavorando onestamente si contribuisce al benessere e alla tranquillità della propria famiglia. Un abbraccio con il cuore va ai giovani e ai meno giovani che non riescono a entrare o rientrare nel mondo del lavoro, a quanti vivono nella paura e nell’ansia che non gli verrà rinnovato il contratto a tempo determinato e a tutti coloro che soffrono e sono preoccupati per il loro lavoro”.
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