Assisi News – dopo la lettera ricevuta nei giorni scorsi da parte del Rione del Campo – riceve oggi e pubblica una lettera da parte del Rione Ponte Rosso, rione vincitore dell’edizione 2026 di J’Angeli 800 Palio del Cupolone. Di seguito il testo integrale:
“A conclusione dell’edizione 2026 di J’Angeli 800 Palio del Cupolone, sentiamo il bisogno di condividere alcune riflessioni con tutta la comunità. Per il quarto anno consecutivo il Rione Ponte Rosso si è aggiudicato la vittoria finale. Siamo consapevoli che ogni competizione porta con sé emozioni forti, entusiasmi, delusioni e inevitabili discussioni. Comprendiamo il dispiacere di chi avrebbe voluto vedere premiato il proprio lavoro e riconosciamo il valore dell’impegno profuso da tutti i rioni che, come noi, dedicano tempo, energie e passione alla riuscita della manifestazione”.
“Proprio per questo, però, – scrivono dal Ponte Rosso – non possiamo rimanere in silenzio davanti al clima che si è creato nei giorni successivi alla proclamazione del vincitore. Da mesi i volontari del nostro rione hanno lavorato con dedizione alla preparazione atletica, alla costruzione del corteo storico, alla realizzazione dello spettacolo e a ogni dettaglio che contribuisce alla bellezza della festa. Lo abbiamo fatto non con la certezza o la pretesa di vincere, ma perché crediamo profondamente in questa manifestazione, nella sua storia e nel rispetto che ogni rione deve agli altri e al pubblico che ogni anno riempie la piazza del nostro paese”.
“Scendere in campo preparati, presentare uno spettacolo curato e dare il massimo nelle prove non è una mancanza di riguardo verso gli altri: è, al contrario, la più alta forma di rispetto che possiamo offrire ai nostri avversari e alla manifestazione stessa. La vittoria che ci è stata assegnata – scrivono dal Rione Ponte Rosso – è il risultato di valutazioni espresse da giudici e giuria, chiamati a svolgere il proprio ruolo con competenza e imparzialità. Come accade ogni anno, il loro giudizio può essere condiviso o meno, ma non può trasformarsi in un pretesto per mettere in discussione l’onestà di centinaia di persone che hanno lavorato con sacrificio e buona fede. È inoltre opportuno ricordare – prosegue la lettera – un dato oggettivo, che spesso sembra essere stato dimenticato nel dibattito di questi giorni, il risultato finale della disfida ha visto il Rione Ponte Rosso e il Rione del Campo concludere a pari punteggio. La vittoria è stata assegnata applicando il regolamento vigente, che prevede, in caso di parità, la prevalenza del rione vincitore del corteo storico”.
“Non si è trattato di una decisione arbitraria, né di un’interpretazione estemporanea delle regole, ma della semplice applicazione di una norma conosciuta e accettata da tutti i partecipanti prima dell’inizio della manifestazione. Si può essere d’accordo o meno con tale criterio, ma non si può definire irregolare ciò che è avvenuto nel pieno rispetto del regolamento. Vorremmo inoltre richiamare alla memoria un episodio accaduto nel corso della stessa manifestazione. Durante i giochi della fune, il nostro rione era riuscito in un’impresa che ci aveva riempito di orgoglio: battere sul campo avversari che per anni si erano dimostrati superiori in quella disciplina. Un risultato ottenuto grazie a mesi di allenamenti, sacrifici e impegno da parte dei nostri atleti”.
“Successivamente, a seguito di un ricorso presentato dal Rione del Campo, siamo stati eliminati per una violazione del regolamento. Pur ritenendo che situazioni analoghe fossero state tollerate in passato e pur ricordando accordi verbali che negli anni precedenti avevano portato a valutazioni differenti, abbiamo scelto di accettare la decisione senza alimentare polemiche. Per questo motivo ci riesce difficile comprendere come oggi venga messa in discussione una vittoria ottenuta attraverso l’applicazione dello stesso regolamento che noi, pochi giorni prima, avevamo accettato anche quando ci era stato sfavorevole. In questi giorni – continuano – abbiamo letto e ascoltato accuse di frode, insinuazioni, offese e persino paragoni che ci hanno profondamente ferito. Essere oggetto di affermazioni gravemente offensive e diffamatorie o sentirci dire che avremmo dovuto rinunciare alla vittoria per lasciare spazio ad altri non rappresenta una critica sportiva o una legittima opinione: è una mancanza di rispetto verso il nostro rione, verso i nostri rionali e verso tutti coloro che hanno contribuito con passione e spirito di servizio. Riteniamo inoltre doveroso segnalare un episodio verificatosi nelle ore successive alla proclamazione del vincitore e che ha profondamente amareggiato molti dei nostri rionali. Dal Palazzo del Capitano del Perdono è stato rimosso il drappo ufficiale dell’Ente Palio, tradizionalmente srotolato durante la cerimonia conclusiva con il colore del rione vincitore (drappo rosso, quindi) e lo stesso è stato gettato lungo le scale dell’edificio. Contestualmente è stato esposto dalla finestra il drappo del Rione del Campo, anch’esso appartenente all’Ente e normalmente custodito, insieme agli altri, con particolare attenzione”.
“Al di là di quella che qualcuno potrebbe considerare una semplice goliardata, riteniamo che il gesto meriti una riflessione. Non solo perché per compierlo è stato necessario accedere a spazi normalmente chiusi al pubblico e privati, ma soprattutto perché ha coinvolto simboli che appartengono all’intera manifestazione e non a un singolo rione. Molti dei nostri volontari e sostenitori si sono sentiti offesi da quanto accaduto, poiché il rispetto per i simboli del Palio dovrebbe rappresentare un valore condiviso da tutti. Dietro il nome Ponte Rosso ci sono persone, famiglie, giovani e meno giovani che dedicano il proprio tempo libero a un progetto comune. Persone che, come quelle degli altri rioni, lo fanno esclusivamente per amore del paese e della sua festa. La vera vittoria di J’Angeli 800 dovrebbe essere la capacità di unirci attorno a una tradizione che appartiene a tutti. Le rivalità sono parte integrante del gioco e contribuiscono a renderlo emozionante, ma non dovrebbero mai degenerare nell’offesa personale, nella delegittimazione dell’avversario o nel sospetto sistematico. Non chiediamo – concludono dal Rione Ponte Rosso – che tutti condividano il risultato finale. Chiediamo però che venga rispettato. Così come noi abbiamo rispettato le vittorie altrui in passato e avremmo rispettato una sconfitta qualora il giudizio della giuria fosse stato diverso. Con questo spirito tendiamo la mano a tutti i rioni e a tutta la comunità. Continueremo a lavorare, come abbiamo sempre fatto, per rendere J’Angeli 800 una festa sempre più bella, partecipata e coinvolgente. Continueremo a impegnarci con passione, sapendo che la competizione dura una sera, mentre il senso di appartenenza a una comunità deve durare tutto l’anno.
Difendere la dignità del nostro lavoro non significa alimentare polemiche. Significa ricordare a tutti che il rispetto reciproco è il valore più importante da custodire”.
Rione Ponte Rosso
© Riproduzione riservata













