Ventinove anni dopo il terremoto del ’97 che il 26 settembre sconvolse l’Umbria, la presidente della Regione Stefania Proietti ricorda le vittime del sisma in occasione della messa commemorativa, rinnovando la vicinanza alle famiglie e alle comunità che vissero quei giorni drammatici. “Ci sono date che restano impresse nella memoria collettiva e il 26 settembre 1997 è una di queste. Oggi il nostro pensiero va innanzitutto alle undici persone che persero la vita, alle loro famiglie e a quanti videro crollare le proprie case e sconvolgere la propria esistenza. Il tempo trascorso non attenua il dovere del ricordo, ma rende ancora più forte la responsabilità di custodire quella memoria e di trasformarla in un impegno concreto per la sicurezza delle nostre comunità – dichiara la presidente Proietti”.
Alle 2.33 e alle 11.40 di quel 26 settembre, due violente scosse colpirono l’Appennino umbro-marchigiano, provocando undici vittime e danni gravissimi a interi centri abitati e al patrimonio storico e artistico. Ad Assisi, il crollo di parte della volta della Basilica superiore di San Francesco provocò la morte di padre Angelo Api, del postulante Zdzislaw Borowiec e dei due tecnici della Soprintendenza Bruno Brunacci e Claudio Bugiantella. Una tragedia che è rimasta tra le immagini più dolorose di quel terremoto.
“Ricordiamo con profonda commozione queste quattro vite spezzate nella Basilica di San Francesco e tutte le vittime del terremoto. Ricordiamo anche le persone costrette ad abbandonare le proprie abitazioni e la straordinaria solidarietà che si manifestò fin dalle prime ore dell’emergenza. Ai vigili del fuoco, alla Protezione civile, alle forze dell’ordine, ai volontari, ai tecnici e a tutti coloro che contribuirono a soccorrere le popolazioni e a ricostruire i territori va ancora oggi la nostra gratitudine – prosegue Proietti”.
La presidente quindi richiama il valore dell’esperienza maturata nella ricostruzione dopo il terremoto del ’97 e la necessità di mantenere alta l’attenzione sulla prevenzione del rischio sismico. “La storia della nostra regione ci insegna che la ricostruzione riguarda anche la vita delle persone, i legami sociali e l’identità delle comunità. L’Umbria ha saputo affrontare prove durissime grazie alla solidarietà, alle competenze e alla determinazione di tanti cittadini e amministratori. Ma sappiamo anche quanto sia importante la prevenzione del rischio sismico. Investiamo sempre di più come Regione nella conoscenza del territorio, nella sicurezza degli edifici, a partire dalle scuole, nella tutela del patrimonio storico e nella diffusione di una vera cultura della prevenzione. È una responsabilità che riguarda le istituzioni a ogni livello e che stiamo traducendo in azioni costanti. Il modo più autentico per onorare le vittime – conclude la presidente – è fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità per ridurre i rischi e proteggere la vita delle persone. È questo l’impegno che oggi rinnoviamo, nel ricordo di chi non c’è più e nel rispetto delle generazioni che verranno”.
© Riproduzione riservata













