Forza Italia Assisi segnala quella che definisce “una situazione di palese illegittimità che non può più essere ignorata”. Oggetto della segnalazione è la reiterata proroga dell’incarico a un dirigente – inizialmente conferito nel 2022 dalla precedente amministrazione e scaduto nel 2025 — che l’attuale amministrazione ha disposto in tre occasioni successive, prolungandone l’efficacia fino all’ottobre 2026, con la motivazione di coprire il tempo necessario all’espletamento di un concorso pubblico. Che è stato bandito, anche se nei social non mancano le ironie e i commenti (soprattutto da ambienti di centrodestra) per il “vincitore forse già scritto”.
«Il problema è l’atto amministrativo, perché secondo la legge, scaduto un contratto a termine per la copertura di funzioni ordinarie dell’ente, non lo si può prorogare all’infinito. Eppure qui lo si è fatto, per tre volte, con un’ultima proroga che arriva a quasi un anno e mezzo dalla scadenza originaria», tiene a precisare il consigliere Francesco Fasulo. Questo perché “agli impieghi pubblici si accede per concorso. Il concorso serve a garantire che chi lavora per lo Stato e per i Comuni sia scelto per merito e non per appartenenza, per competenza e non per conoscenza. L’incarico fiduciario previsto dall’articolo 110 del Testo Unico degli Enti Locali è un’eccezione a questo principio: il Sindaco può nominare un dirigente di sua fiducia, saltando il concorso. Ma proprio perché è un’eccezione, la legge gli mette un limite di tempo: il mandato del Sindaco che lo nomina. Il patto è chiaro: ti scelgo per fiducia, ma solo per il tempo del mio mandato. Scaduto quello, si torna alla regola: il concorso pubblico”.
Ad Assisi invece il dirigente scelto da Proietti è stato prorogato per tre volte da Stoppini, “arrivando a tenerlo in piedi per quasi quattro anni e mezzo. Non è più un’eccezione temporanea: è diventato un posto fisso di fatto, senza concorso. È esattamente ciò che la legge vuole impedire. La giunta non compie solo un’irregolarità formale. Si espone a rischi concreti. Se gli organi di controllo — Corte dei Conti in testa — dovessero accertare l’illegittimità delle proroghe, i funzionari che le hanno disposte e autorizzate potrebbero essere chiamati a risponderne personalmente. E se dalla vicenda dovesse scaturire un contenzioso — con il professionista coinvolto o con soggetti che aspirano legittimamente a quel posto — i costi ricadrebbero sulle casse comunali. È bene che tutti sappiano, fin da ora, quali sono i rischi a cui questa amministrazione sta esponendo il Comune”. E per questo Fasulo chiede ‘correttivi’ che sanino la situazione: in realtà un concorso pubblico è stato già bandito, anche se nei social non mancano le ironie e i commenti per un concorso che avrebbe un vincitore già scritto.
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