Rifondazione Comunista Assisi “esprime piena solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori dello stabilimento Colussi di Petrignano, coinvolti nello stato di agitazione proclamato per lo stallo delle trattative sul rinnovo del contratto integrativo aziendale che deve riconoscere il valore del lavoro, non trasformare i diritti in ostacoli alla produttività. Non siamo di fronte a una semplice divergenza sui numeri di un accordo ma a una questione che riguarda il valore del lavoro, la dignità delle persone e il modo in cui vengono distribuiti i risultati prodotti ogni giorno da centinaia di lavoratrici e lavoratori”.
“Quando una trattativa si trascina per mesi senza risposte soddisfacenti alle richieste sindacali – sostiene Rifondazione – è necessario interrogarsi sulle priorità dell’impresa. E quando, come denunciano le organizzazioni sindacali, il confronto si concentra prevalentemente sulla riduzione dell’assenteismo e su possibili modifiche al premio per obiettivi, il rischio è quello di spostare il problema sulle spalle di chi lavora, anziché affrontare seriamente le richieste di un riconoscimento economico e professionale adeguato”.
“C’è poi un aspetto che non può essere sottovalutato: i diritti conquistati dalle lavoratrici e dai lavoratori, compresi quelli legati alla tutela della salute e all’assistenza dei familiari, non possono diventare un elemento penalizzante nei meccanismi di riconoscimento economico. La conciliazione tra lavoro, salute e vita familiare non è un privilegio da mettere in discussione, ma una conquista di civiltà da difendere”.
Per Rifondazione Comunista, “il salario, la sicurezza, i diritti e la qualità delle condizioni di lavoro non sono variabili subordinate alle esigenze dell’impresa. Un’azienda che vuole costruire relazioni industriali solide deve riconoscere che i propri risultati dipendono anche dalle competenze, dall’esperienza e dall’impegno delle persone che vi lavorano. La produttività non può essere invocata soltanto per chiedere sacrifici: deve tradursi anche in un’equa condivisione dei risultati”.
“Petrignano – ancora il Prc Assisi – non è soltanto un luogo di produzione: è una parte importante della vita economica e sociale del nostro territorio. Per questo la vertenza Colussi riguarda l’intera comunità assisana. Difendere il lavoro significa difendere il potere d’acquisto delle famiglie, contrastare la precarietà e impedire che il ricatto tra occupazione e diritti diventi una condizione normale. Chiediamo quindi a Colussi di riaprire immediatamente un confronto serio e costruttivo con le rappresentanze sindacali, abbandonando ogni impostazione che rischi di penalizzare le lavoratrici e i lavoratori e presentando proposte concrete per un rinnovo contrattuale capace di migliorare salari, condizioni di lavoro e riconoscimento professionale. Sosteniamo il ruolo delle organizzazioni sindacali e delle RSU e ribadiamo che le iniziative di mobilitazione sono uno strumento legittimo quando il confronto non produce risposte adeguate. La solidarietà non può fermarsi alle parole. Rifondazione Comunista Assisi sarà dalla parte di chi lavora, rivendica diritti e chiede di partecipare in modo giusto alla ricchezza che contribuisce a creare. Perché – conclude la nota – non sono le persone a dover ringraziare per i diritti riconosciuti: è il lavoro a meritare rispetto, dignità e giustizia sociale”.
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