Fratelli d’Italia Assisi critica il “monopolio della fiducia”, definendo e l’elenco degli Avvocati per l’affidamento di incarichi di patrocinio e difesa del Comune (che il Comune ha l’obbligo di istituire per non incorrere in omissioni amministrative) “una farsa utile soltanto a salvare le apparenze”. Perché se il Comune sottolinea che “per materie complesse serve una ‘specifica e comprovata esperienza’”, dall’albo pretorio, per i consiglieri di minoranza Serena Morosi e Daniele Martellini – “andando a scartabellare ciò che per dovere di trasparenza viene pubblicato nel sito istituzionale emerge chiaramente una realtà inappellabile: la scelta dell’Ente cade sistematicamente su un ristrettissimo manipolo di studi, riportando la gestione della cosa pubblica in quella zona d’ombra della ‘fiduciarietà’ che è ormai il paracadute legale preferito per blindare il sistema.
“Dopo anni di pomposi aggiornamenti semestrali – critica Fratelli d’Italia Assisi – la verità resta la stessa: il Principio di Rotazione ad Assisi non è una circonferenza che include, ma un segmento immobile che unisce il Palazzo ad un numero ristrettissimo di Studi Legali. Nonostante l’elenco continui ad allungarsi con professionisti provenienti da tutta Italia, come dimostrano le ultime iscrizioni di legali da Palermo e Firenze, la sostanza non muta. Sia chiaro: il nostro attacco non è rivolto alla professionalità dei legali prescelti, ma al modus operandi di un’Amministrazione che ha trasformato la fiducia in una prassi escludente. La giustificazione del Comune è prevedibile: per materie complesse serve una “specifica e comprovata esperienza” che, guarda caso, solo quei pochissimi studi avrebbero maturato (lavorando proprio per il Comune stesso?!). È un circolo vizioso perfetto: si è esperti poiché si è stati gli unici a poterlo diventare, escludendo “per decreto” ogni altra professionalità del territorio”.
“Questa – secondo Fratelli d’Italia Assisi – è asfissia del merito: un’umiliazione silenziosa per la gioventù forense locale e per tutti quegli Avvocati che credono ancora che un curriculum spedito a un Ente pubblico non sia carta straccia. È davvero ammirevole lo zelo burocratico con cui, dal 2017 ad oggi, si continua ad aggiornare l’elenco, sbandierando un’immagine di Ente aperto a tutti quando, nei fatti, la porta sbarrata. Certo, la maggior parte degli incarichi avviene “sotto soglia”, dove l’affidamento diretto è consentito, ma la Legge non è un bancomat della fiduciarietà assoluta e il “sotto soglia” non è un territorio franco dove la rotazione può essere costantemente sacrificata sull’altare delle consuetudini di potere. Buonsenso e opportunità politica imporrebbero che il denaro pubblico non diventi una rendita di posizione! Pubblicare elenchi infiniti per poi ignorarli sistematicamente è un atto che offende la dignità di un’intera categoria professionale. Fratelli d’Italia Assisi non accetta più questa pantomima: la città esige una gestione degli incarichi e delle consulenze / collaborazioni basata sulla rotazione reale. Il monopolio della fiducia ha stancato la Città e umiliato i suoi Professionisti”.
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