Non si placa la polemica sulla mozione sul conflitto israelo-palestinese, Dal centrosinistra si esprime “grande soddisfazione per l’approvazione”, dal centrodestra si critica la “profonda criticità ideologica da parte della maggioranza”. Di seguito le due note
I Progressisti per Assisi “esprimono grande soddisfazione per l’approvazione, da parte della maggioranza consiliare, della mozione che abbiamo proposto sul Medio Oriente, sulla tutela dei diritti umani e sulla responsabilità etica delle istituzioni. Ringraziamo tutte le forze della maggioranza per aver sostenuto con convinzione un testo che affronta uno dei temi più complessi e dolorosi del nostro tempo con serietà, equilibrio e coraggio. La mozione sul conflitto israelo-palestinese prende atto della sistematica violazione del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario, richiamando le relazioni e gli atti delle Nazioni Unite e ribadendo la centralità del rispetto dei diritti umani come fondamento irrinunciabile della convivenza tra i popoli. Il documento condanna senza appello e senza reticenze tutti gli atti di violenza e di terrorismo, da qualunque parte provengano, compiuti da chi non ha alcuna intenzione di perseguire una soluzione fondata su due Stati sovrani, Israele e Palestina, capaci di vivere fianco a fianco nella pace, nella sicurezza e nel reciproco riconoscimento”.
“Siamo orgogliosi che il Consiglio comunale di Assisi abbia scelto di approvare la mozione sul conflitto israelo-palestinese che non si limita a enunciare principi, ma si fonda su documenti ufficiali delle Nazioni Unite, sulle risoluzioni dell’Assemblea Generale e sul lavoro della Relatrice Speciale Francesca Albanese. Un testo che richiama il valore del diritto internazionale come riferimento imprescindibile e che invita anche le istituzioni locali ad assumere comportamenti coerenti con i principi di pace, giustizia e solidarietà. Con questo voto Assisi rafforza la propria identità di città simbolo della pace nel mondo. Lo fa con un atto coraggioso, diretto e coerente, che non sceglie appartenenze geopolitiche, ma sceglie senza esitazioni di stare dalla parte degli inermi civili, delle vittime innocenti, dei bambini, delle donne e di tutti coloro che subiscono le conseguenze della guerra. In un tempo in cui prevalgono troppo spesso le contrapposizioni ideologiche e le semplificazioni, Assisi dimostra che è possibile tenere insieme il rifiuto di ogni terrorismo, la difesa del diritto internazionale e la tutela universale dei diritti umani. È questo il messaggio più forte che oggi la nostra città consegna all’Italia e alla comunità internazionale”.
Questa la nota di tutto il centrodestra sulla mozione sul conflitto israelo-palestinese: “L’esito della seduta del Consiglio comunale del 30 luglio 2026 ha evidenziato una profonda criticità ideologica da parte della maggioranza in merito al tema della pacificazione. Fin dai primi passaggi, il centrodestra ha operato con la massima trasparenza di fronte alla mozione proposta in bozza da Adil Zaoin, offrendo una proposta di sintesi equilibrata e orientata all’unanimità. Tuttavia, l’impostazione del testo approvato è apparsa del tutto insoddisfacente: la menzione degli eventi del 7 ottobre s’è ridotta a un passaggio formale e minimale, inserito al solo scopo di facciata e del tutto insufficiente a bilanciare una narrazione non equilibrata e parziale. Sotto il profilo etico e procedurale, la mozione continua a richiamare concetti divisivi — come il riferimento a un’ipotetica “economia del genocidio” e l’invito a fare pressione sulle relazioni economiche — importando nell’Aula un clima di scontro ideologico e di strumentalizzazioni che tradisce la reale vocazione che avrebbe dovuto guidare l’Assemblea nello “spirito di Assisi”, in totale contrapposizione con il messaggio di pace universale, dialogo e riconciliazione predicato da San Francesco. Un altro elemento determinante che ha reso impossibile per il centrodestra votare la mozione è il richiamo alle posizioni della Relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, Francesca Albanese, ampiamente discusse e stigmatizzate da diversi Stati in ambito internazionale per l’evidente e unilaterale impostazione antisionista che ne mina l’obiettività. Si tratta di una scelta che dimostra l’assenza di equidistanza e di una reale volontà di dialogo, rendendo il documento espressione di una visione parziale e divisiva del conflitto”.
“Particolarmente censurabili, sul piano della lealtà e della coerenza politica – ancora la nota del centrodestra – risultano i comportamenti e le posizioni degli esponenti di Giunta emersi durante il dibattito consiliare. Il capogruppo Progressisti per Assisi, con la dichiarazione con cui ha affermato il rifiuto aprioristico di sostenere un documento elaborato in modo condiviso tra le parti, ha rappresentato una palese negazione della funzione dialettica delle istituzioni democratiche, preferendo la contrapposizione di fazione al perseguimento dell’interesse generale. Allo stesso modo, la consigliera in quota Assisi Civica, ha inscenato un intervento del tutto sterile e privo di efficacia politica, tentando di ergersi “al di sopra delle parti” nel vano tentativo di celare un palese e imbarazzante trasformismo. Pur provenendo da un’evidente e manifestata storia personale nell’alveo della destra, che continua tutt’oggi a rivendicare, ha scelto di candidarsi e governare con la sinistra, rivelando una contraddizione inconciliabile alla luce dei suoi reali credi, che la riduce a mera stampella di una maggioranza massimalista pur di blindare la propria poltrona. Di fronte a questa deriva, il centrodestra rivendica la propria compattezza e la fermezza istituzionale dimostrata in Aula fino al termine dei lavori, reiterando il principio per cui una pace autentica si costruisce unicamente sulla verità storica, sul rispetto equo e incondizionato di tutte le vittime e sul rigore democratico”.
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