Un cittadino ripulisce un tombino, il sindaco lo loda su Facebook, il post ottiene un discreto successo – tanto da meritarsi un collage di commenti – e Assisi al centro va all’attacco: “C’è un momento in cui una città capisce di aver raggiunto vette amministrative difficilmente immaginabili: quando il tombino diventa protagonista della comunicazione istituzionale”, le parole della civica di minoranza. Nel mirino anche il ringraziamento sempre del primo cittadino agli operatori che hanno ritrovato un monile caduto in una caditoia di corso Mazzini.
I fatti: una settimana fa circa la pagina istituzionale di Valter Stoppini pubblica la foto di un signore che ripulisce un tombino con la didascalia “Questo nostro concittadino non si è limitato a segnalare un problema, ma ha deciso di dedicare il suo tempo per pulire un tombino e l’area circostante. È questo lo straordinario ‘senso civico’ che rende speciale una comunità. Certo, è compito dell’Amministrazione e degli uffici comunali garantire la manutenzione e la pulizia, e non ci stancheremo mai di farlo. Ma vedere come un singolo cittadino possa fare la differenza con un piccolo grande gesto è una lezione preziosa per tutti noi. Ci ricorda che la città non è “del Comune”, ma di tutti noi, ed è la nostra casa”. Il post riscuote un discreto successo, tant’è che ieri Stoppini ha ‘rivendicato’ la bontà del suo pensiero: “Leggere i tantissimi commenti di chi, ogni giorno, si prende cura in prima persona di un pezzo della nostra città, pulendo un marciapiede, sistemando un’aiuola o rimuovendo dei rifiuti, dimostra quanto Assisi e le sue frazioni siano vive e amate. Oggi il mio grazie va a tutti voi. Il vero senso di comunità sta proprio qui, nell’amministrare e fare il proprio dovere come Comune, sapendo di poter contare su cittadini fantastici che considerano la città come la propria casa”. Format simile per il gioiello caduto nella forazza, recuperato e restituito a una turista: “A chi lavora ogni giorno con dedizione per la cura della nostra città va il mio ringraziamento. Assisi non è solo patrimonio di bellezza e storia, ma è soprattutto una comunità fatta di persone pronte ad aiutarsi, dimostrando attenzione, sensibilità e senso civico”, le parole del sindaco.
Ma Assisi al centro va all’attacco: “Per definizione, il tombino è una copertura destinata a chiudere un’apertura della sede stradale, consentendo l’accesso ai sottoservizi. La forazza (o caditoia), invece, è una griglia o apertura destinata alla raccolta e al deflusso delle acque. Il sindaco, invece, è riuscito a trasformarli in protagonisti della comunicazione istituzionale. Prima l’elogio, con tanto di foto, al cittadino che ha pulito un tombino pubblico o una forazza. Un gesto di senso civico? Certamente. Ma – le parole di Assisi al cebtro – non confondiamo il senso civico con la sostituzione del cittadino all’ente pubblico nella manutenzione dei beni comunali. E soprattutto attenzione alle responsabilità: l’art. 2043 del Codice civile disciplina il risarcimento per fatto illecito. Se qualcuno si fa male o provoca un danno mentre interviene su un bene pubblico, la questione potrebbe diventare tutt’altro che folkloristico. Poi il secondo grande evento: una turista perde un monile dentro una forazza e gli operatori comunali intervengono per recuperarlo”.
“Lieti del lieto fine, naturalmente, e della soddisfazione del sindaco per i commenti dei cittadini riguardo alle attività di ordinaria manutenzione svolte dagli stessi. Ma davvero dobbiamo presentare anche questo come un esempio di eccellenza capace di fidelizzare il turista? E, soprattutto, può un episodio del genere diventare per giorni l’unico tema rilevante nella comunicazione del Comune? A questo punto aspettiamo fiduciosi il prossimo passo: un’Ode al Tombino alla Neruda, magari accompagnata dal Festival internazionale della forazza.
Ironia a parte, la questione è seria. Assisi ha bisogno di servizi efficienti, manutenzione, sicurezza, mobilità, decoro e infrastrutture. Non di trasformare la normalità amministrativa in un evento straordinario. Da Assisi al Centro – conclude la nota – non abbiamo nulla contro tombini, forazze e simili. Abbiamo qualcosa contro l’idea che si celebri ciò che dovrebbe essere ordinario mentre i problemi veri della città rimangono irrisolti”.
Foto di Gilbert Ng | via Unsplash
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