“Cari giovani, ascoltate la voce di Gesù che vi invita alla sua festa, specialmente nell’Eucaristia. Rispondete prontamente e con entusiasmo. Non ve ne pentirete. Vi godrete momenti meravigliosi con Gesù”. È uno dei passaggi dell’omelia del cardinale Luis Antonio Gokim Tagle, pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione nella Sezione per la Prima Evangelizzazione e le Nuove Chiese Particolari e nuovo decano del Collegio cardinalizio, durante la messa di domenica 11 ottobre nella chiesa di Santa Maria Maggiore – Santuario della Spogliazione, in occasione degli eventi per la memoria liturgica della Festa di San Carlo Acutis. Presenti alla celebrazione le autorità civili, militari e religiose, oltre a centinaia di pellegrini e di fedeli. (Continua dopo il video – link diretto)
“San Carlo Acutis, dopo aver ricevuto la prima comunione all’età di sette anni – ancora un passaggio dell’omelia del cardinale Tagle – si rese conto che il Signore ci invita sempre al banchetto dell’Eucaristia. Carlo rispose fedelmente all’invito di Dio partecipando quotidianamente alla Messa, ricevendo Gesù nella Santa Comunione ogni giorno e adorando Gesù, il Pane della Vita. Carlo diceva: ‘L’Eucaristia è la mia autostrada per il Cielo’. Diceva anche: ‘Più Eucaristie riceveremo e più diventeremo simili a Gesù, e già su questa terra pregusteremo il Paradiso’. Se partecipiamo spesso al banchetto del Signore sulla terra, siamo sulla strada che conduce al banchetto in cielo. E il cibo è Gesù stesso, che si dona a noi. Non c’è cibo migliore della parola, del corpo e del sangue di Gesù. Ma se sulla terra frequentiamo banchetti di orgoglio, potere e violenza, potremmo rischiare la distruzione eterna”, ancora il cardinale.
Prendendo spunto dalla lettura del Vangelo, alla messa per la Festa di San Carlo Acutis Tagle ha ricordato che “non siamo solo ospiti invitati al banchetto di Dio. Siamo anche i servi inviati dal Signore per invitare tutti i popoli al Suo banchetto. (…) Prendiamo sul serio la nostra missione? Siamo disposti, in nome di Dio, a rivolgerci a ogni tipo di persona, ovunque si trovi: per strada, nelle scuole, negli uffici, negli ospedali, nelle baraccopoli, nelle zone di guerra, sui social media? Oppure scegliamo solo le persone e i luoghi che ci fanno comodo? E quale messaggio portiamo quando andiamo incontro alle persone? Portiamo l’invito di Dio alla sua festa d’amore, di salvezza e di pace? Oppure le invitiamo al pregiudizio, alla discriminazione, alla menzogna e alla violenza? San Carlo Acutis partecipava regolarmente al banchetto eucaristico, non per isolarsi dagli altri e dal mondo. Anzi, il banchetto del Signore divenne per lui una missione per invitare gli altri ad assaporare la bontà di Gesù. Carlo ispirò la sua stessa famiglia ad avvicinarsi a Gesù. Grazie a Carlo, Rajesh Mohur scoprì Gesù. Carlo nutriva un affetto speciale per i senzatetto. Faceva volontariato in una mensa per i poveri. Si schierava a difesa delle giovani vittime di bullismo. Donava vestiti usati ai poveri. Utilizzava il mondo digitale per celebrare i miracoli della festa eucaristica, le apparizioni della Beata Vergine Maria e i principi della fede cristiana. Carlo – ancora il cardinale Tagle – sfruttava ogni mezzo a sua disposizione per invitare le persone alla festa del Signore. Le semplici situazioni della vita quotidiana potevano trasformarsi in feste del Signore. Una volta disse: ‘Si vedono file chilometriche per assistere a un concerto e una partita di calcio, ma non vedo le stesse file per riempire le chiese per visitare Gesù presente nell’Eucaristia e questo dovrebbe farci riflettere’. Il suo unico desiderio è che le persone si avvicinino a Dio e alla sua meravigliosa festa. ‘La felicità è uno sguardo rivolto verso Dio; la tristezza è uno sguardo rivolto verso sé stessi. Dio, non io’. Ha offerto le sue sofferenze causate dalla leucemia per il Santo Padre e per la Chiesa. Non solo è stato invitato a mangiare e bere al banchetto, ma ha anche portato altre persone, i suoi talenti, la compassione, l’amore per i poveri e per chi soffre. San Carlo Acutis – ha concluso – può fare proprie le parole di San Paolo ai Filippesi: ‘So vivere nella povertà come so vivere nell’abbondanza: sono allenato a tutto, alla sazietà e alla fame, all’abbondanza e all’indigenza. Tutto posso in Colui che mi dà la forza’. Ora san Carlo Acutis, vestito con le vesti nuziali, partecipa al banchetto nuziale eterno di Gesù. Uniamoci a lui nell’accettare l’invito del Re. San Carlo Acutis, prega per noi”.
Poco prima della fine della celebrazione il cardinale Tagle si è avvicinato alla tomba per recitare la preghiera del giovane Santo di fronte al suo corpo. Le celebrazioni sono continuate per tutta la giornata nella chiesa di Santa Maria Maggiore dove sono arrivati migliaia di pellegrini. Già nelle sere di venerdì 9 ottobre per la catechesi di don Francesco Fiorillo e sabato 10 ottobre oltre 300 persone hanno preso parte alla suggestiva adorazione eucaristica guidata da monsignor Vincenzo Calvosa, vescovo della diocesi di Vallo della Lucania e animata dal Coro polifonico di Foria e dall’associazione “Tantum ergo Carlo Acutis” di Centola, paese nativo dei nonni materni del giovane santo millennial, che in più di 100 sono arrivati in Assisi. Particolarmente suggestivi i canti e gli assolo di Nicola Napolitano, famoso cantautore originario di Foria che ha scritto anche una canzone dedicata a San Carlo. Le celebrazioni continuano nel pomeriggio alle ore 16 con la santa messa in inglese, presieduta da Fra Julius Rodrigues, OFM Cap. Domani lunedì 12 ottobre, Festa di San Carlo Acutis e memoria liturgica del giovane Santo, con la santa messa alle ore 18 presieduta da monsignor Felice Accrocca, vescovo delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno. Per informazioni e dirette web www.assisisantuariospogliazione.it e www.diocesiassisi.it e sui social collegati.
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