La Solennità del Perdono di Assisi 2026 ha raggiunto domenica 2 agosto mattina il suo momento culminante con la Solenne Celebrazione Eucaristica nella Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola, gremita di pellegrini provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo per ricevere il dono dell’Indulgenza. La ricorrenza ha visto anche una “citazione” di Leone XIV che arriverà in città giovedì 6 agosto per incontrare i giovani del “Go! Franciscan Youth Meeting 2026”, insieme agli Ordini religiosi francescani. Il Pontefice ha sottolineato che San Francesco ottenne questa indulgenza da Papa Onorio III, nel 1216, ispirato, mentre era in preghiera alla Porziuncola, da una visione di Gesù e di Maria, circondati dagli Angeli. E ha invitato i fedeli a ringraziare il Signore per questo grande dono e a viverlo con particolare intensità nell’anno dell’Ottavo Centenario del Transito del Santo di Assisi, ricordando che proprio alla Porziuncola Francesco concluse il suo pellegrinaggio terreno il 3 ottobre 1226.
Il Perdono di Assisi 2026 assume un significato del tutto particolare, inserendosi nell’Ottavo Centenario del Transito di san Francesco, che ricorda gli ottocento anni dalla morte del Poverello, avvenuta proprio alla Porziuncola il 3 ottobre 1226. Un anniversario che rende ancora più eloquente il messaggio di misericordia nato in questo luogo, cuore spirituale del francescanesimo e porta sempre aperta al perdono di Dio. A presiedere la celebrazione è stato il Cardinale Ángel Fernández Artime, S.D.B., Legato Pontificio per le Basiliche Papali di San Francesco e di Santa Maria degli Angeli in Assisi. Accanto a lui hanno concelebrato mons. Felice Accrocca, vescovo di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, mons. Antonio D’Angelo, arcivescovo metropolita dell’Aquila, mons. Paolo Giulietti, arcivescovo di Lucca, mons. Marco Prastaro, vescovo di Asti, il Ministro generale dei Frati Minori, fra Massimo Fusarelli, insieme a numerosi sacerdoti e religiosi.
La celebrazione ha rappresentato anche un forte segno di comunione tra due grandi luoghi della misericordia: la Perdonanza Celestiniana dell’Aquila e il Perdono di Assisi, due esperienze spirituali che precedono storicamente il primo Giubileo del 1300 e che ancora oggi testimoniano la forza rivoluzionaria del perdono cristiano, quale via privilegiata di riconciliazione, speranza e pace.
L’omelia del Cardinale Ángel Fernández Artime
Il cuore dell’omelia per il Perdono di Assisi 2026 del cardinale Ángel Fernández Artime è stato il mistero della misericordia di Dio, che trova nella Porziuncola il suo segno più eloquente. «Qui Francesco comprese che il nome più bello di Dio è misericordia», ha affermato il cardinale, ricordando come il Poverello non cercò privilegi per sé, ma desiderò che «ogni uomo e ogni donna potessero sperimentare la sovrabbondanza del perdono divino». Il Perdono di Assisi, ha spiegato, non è soltanto un’indulgenza, ma l’esperienza concreta dell’amore di Cristo che «purifica e restituisce pienamente la libertà dei figli di Dio».
Richiamando le letture della liturgia e il ruolo della Vergine Maria, il cardinale ha sottolineato che «Dio vuole abitare in mezzo al suo popolo» e che il perdono è il modo con cui continua a prendere dimora nel cuore dei suoi figli. Alla Porziuncola, ha ricordato, ogni cammino di conversione è accompagnato dalla maternità di Maria, mentre san Francesco continua a indicare la via di una fede capace di rigenerare la vita attraverso la riconciliazione.
Guardando alle ferite del tempo presente, segnato da guerre, violenze e divisioni, Artime ha indicato nel Perdono di Assisi una risposta profetica: «La storia non sarà salvata dalla forza, ma dalla misericordia; non dalla logica della vendetta, ma dalla logica della Croce». L’invito conclusivo ai fedeli è stato quello di lasciare la Basilica trasformati dall’incontro con Dio, perché «il mondo attende cristiani che abbiano il volto di chi è stato perdonato», facendo del Perdono di Assisi non solo una celebrazione, ma uno stile di vita.
Per tutta la giornata la Porziuncola ha continuato ad accogliere un incessante flusso di pellegrini, giunti per attraversare la piccola chiesa tanto amata da san Francesco e ricevere l’Indulgenza plenaria. Confessioni, celebrazioni e momenti di preghiera hanno scandito una festa che, a ottocento anni dal Transito del Poverello, continua a richiamare uomini e donne di ogni età verso l’esperienza della misericordia. Ancora oggi il Perdono di Assisi conserva intatta la sua forza profetica: un invito universale alla riconciliazione, alla conversione e alla fraternità, nato nel cuore di san Francesco e custodito dalla Porziuncola come uno dei doni più preziosi affidati alla Chiesa.
FOTO © Mauro Berti – Assisi News/BNCOM
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