In corso ad Assisi fino al 23 febbraio l’incontro della comunità scientifica italiana di Einstein Telescope (ET), dedicato al consolidamento della strategia scientifica italiana per il futuro osservatorio di onde gravitazionali. Durante la tre giorni, scienziati e scienziate del settore si confronteranno sulle necessità tecnologiche e ingegneristiche di ET, sulle competenze necessarie alla comunità italiana e sulle caratteristiche del sito di Sos Enattos, in Sardegna, candidato a ospitare l’esperimento.
Einstein Telescope è la grande infrastruttura di ricerca del futuro rivelatore di onde gravitazionali da realizzare in Europa, un progetto di impatto scientifico e tecnologico di livello mondiale per dare vita a una struttura scientifica unica al mondo che fornirà risposte su come fosse la Terra 13 miliardi di anni fa. Il progetto ET prevede la costruzione di una grande infrastruttura sotterranea, che ospiterà un rivelatore di onde gravitazionali tra i 100 e i 300 metri di profondità: ciò preserverà il futuro esperimento da diverse forme di “rumore”, come le vibrazioni prodotte dalle onde sismiche e dalle attività umane, che costituiscono una fonte di disturbo per le misure che ET dovrà realizzare.
“Einstein Telescope – spiegano gli organizzatori dell’iniziativa – è uno dei principali progetti di ricerca europei con impatto scientifico di livello mondiale e sarà probabilmente la più grande infrastruttura di ricerca realizzata in Europa nei prossimi decenni. Il suo nome è al contempo un riferimento alla funzione dell’esperimento, che servirà a rilevare onde gravitazionali in arrivo sulla Terra dallo spazio profondo, e un omaggio ad Albert Einstein, che per primo ne ipotizzò l’esistenza (oltre 100 anni fa) come conseguenza della sua teoria della relatività generale. ET sarà in grado di osservare un volume di universo almeno mille volte maggiore rispetto agli attuali strumenti, gli interferometri LIGO (negli Stati Uniti) e Virgo (in Italia), le cui collaborazioni scientifiche hanno osservato per la prima volta le onde gravitazionali nel 2015. La scoperta è stata premiata con il Nobel per la fisica nel 2017”.
La candidatura sarda è sostenuta dal Governo italiano, dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) e dalla Regione autonoma della Sardegna, e coordinata scientificamente dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), in collaborazione con enti di ricerca e università di tutta Italia. Attualmente i siti in competizione sono due: quello di Sos Enattos e un’area nell’euroregione del Mosa-Reno, al confine tra Paesi Bassi, Belgio e Germania. Recentemente il Governo italiano ha confermato l’impegno istituzionale a sostenere la proposta del sito di Sos Enattos e ad assumersi l’importante impegno finanziario di circa 950 milioni di euro, necessari per la costruzione del futuro laboratorio sotterraneo, se il sito prescelto sarà quello italiano. Come aveva spiegato un anno fa il premio Nobel per la Fisica, Giorgio Parisi, a margine della sua lectio magistralis durante l’evento “Einstein Telescope: la grande infrastruttura di ricerca europea”, “Il sito si deciderà non prima della fine del 2024 e l’Einstein Telescope in Sardegna potrebbe essere operativo per il 2032 o 2033. Dopo la decisione del sito i successivi 4 o 5 anni saranno un periodo dedicato allo scavo del tunnel di una trentina di chilometri. A quel punto, nel 2029 si dovrebbe incominciare a mettere su la parte scientifica e ci vorrà ancora qualche anno”.
Il progetto ETIC
ETIC (Einstein Telescope Infrastructure Consortium) è lo strumento operativo della candidatura italiana. Sostiene infatti sia lo studio di pre-fattibilità sul sito nell’area di Sos Enattos, da poco assegnato a una cordata di aziende italiane per un investimento di circa 12 milioni di euro, sia il rafforzamento della rete di laboratori che concorrono allo sviluppo scientifico e tecnologico necessario a ET: due obiettivi ambiziosi costruiti intorno a una struttura complessa di oltre 140 attività, portate avanti da 27 unità operative, che per i prossimi 20 mesi potranno contare su un finanziamento di quasi 50 milioni di euro. In concreto, ETIC offre le condizioni e le risorse per condurre le ricerche necessarie alla caratterizzazione del sito in Sardegna e allo sviluppo delle nuove tecnologie abilitanti per ET.
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