Nella notte tra il 20 e il 21 ottobre 2026 è tornato alla casa del Padre celeste il nostro caro don Francesco Fongo, per anni parroco di Bastia e successivamente di Cannara. “Il Signore della vita ricompensi con la vita eterna il suo ministro che per tanti anni ha servito, annunciando il Vangelo di Gesù, la nostra comunità di Bastia. Venite angeli e santi di Dio accogliete questo nostro fratello è presentatelo alla casa del Padre”, il saluto della parrocchia di San Michele Arcangelo – Bastia Umbra. Nel 2021 aveva festeggiato 50 anni di sacerdozio e nel 2021 aveva ottenuto dal Comune di Bastia il San Michele d’Oro.
Storico parroco di Bastia, ha segnato il cammino di tante generazioni di giovani. “A lui e alla sua opera la nostra comunità sarà sempre riconoscente”, il messaggio di cordoglio del Volley Bastia, mentre da Cannara è tra gli altri il saluto del sindaco Fabrizio Gareggia e dell’assessore Lucia Paoli. “Don Francesco Fongo ci ha lasciati. E’ sempre stato per la sua comunità un riferimento sicuro, la sua determinazione è stata preziosa nei momenti difficili e il suo entusiasmo ha plasmato tanti giovani ai quali si è dedicato senza risparmiarsi mai. (…) Ricordava sempre a tutti di essere assisano, anche se aveva Bastia nel cuore. Dopo oltre trent’anni in quella parrocchia era stato trasferito a Cannara. Solo il suo coraggio e la sua forza d’animo gli hanno permesso di ricominciare tutto daccapo, con ancora più voglia di costruire”, le parole del primo cittadino.
“Da quando sei arrivato a Cannara – scrive la Paoli – hai letteralmente rivoluzionato la nostra parrocchia. Con te abbiamo vissuto mille esperienze indimenticabili: dai campi scuola pieni di vita e condivisione, alla nascita della Locanda del Curato, all’idea di Babbo Natale vien dal fiume, fino alla tua tenace battaglia per la realizzazione del Santuario di Piandarca. Cannara e i cannaresi perdono una persona straordinaria, capace di reinventarsi ogni giorno pur di mettersi davvero al servizio della sua comunità. E come dimenticare la tua passione per la montagna? Nelle lunghe camminate eri sempre il primo della fila, a guidarci con passo sicuro e con l’entusiasmo di chi ama la vita e il Creato, noi semi distrutti che cercavamo di raggiungerti… zaino in spalla non eri mai stanco anzi”.
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