(Flavia Pagliochini) Si ritorna a parlare della collocazione dei bandi di sfida al Calendimaggio di Assisi, dopo gli spostamenti degli ultimi anni; inizialmente messi al sabato, al termine dei cortei quando la tenzone è più sentita e la piazza più piena, con la formula a quattro giorni i bandi sono stati spostati al mercoledì, per “riempire” la giornata extra con qualcosa di più che giustifichi il costo del biglietto e che non sia “solo” la riconsegna del Palio e l’investitura della giuria. Ma – complici le giornate lavorative, il palco semivuoto e la manifestazione che non è ancora entrata nel vivo – si è perso quel “pepe” e quell’anima dei bandi di sfida. Di qui la nuova discussione su dove collocare i bandi di sfida: nei giorni scorsi il presidente Marco Tarquinio aveva invitato le Parti a discutere di una deroga al regolamento come già avvenuto nel 2022; e se la Magnifica Parte de Sotto si è detta d’accordo, la Nobilissima Parte de Sopra ha chiesto certezze anche su altri aspetti dello svolgimento e rinviato la discussione a dopo la Festa; e così, in assenza di un accordo tra le Parti come Statuto impone, le cose rimarranno come stanno.
E l’atmosfera già si scalda: “Da quando è stato modificato il regolamento abbiamo visto che il bando al mercoledì non funziona”, la premessa di Massimiliano Della Vedova, priore maggiore de Sotto, al Corriere dell’Umbria in edicola stamattina. “Sono anni che cerchiamo di spostare il bandi al sabato, se ne sarebbe dovuto discutere già l’anno scorso ma complici le dimissioni di alcuni membri dell’Ente non è stato possibile. Ma è lo stesso presidente Marco Tarquinio che ha chiesto una disponibilità a rimettere il bando al sabato, e l’altra Parte, con un atteggiamento che ci fa un po’ arrabbiare, non solo non ha risposto sul punto in questione ma ha addirittura tirato fuori altri argomenti poco pertinenti. Tra l’altro il regolamento della festa, all’articolo 22 enuncia la possibilità di deroghe che hanno validità annuale e che possono essere ripetute, purché sostanzialmente modificate”.
La posizione dei de Sopra è affidata al priore Maggiore Aleardo Pelacchi e al gran cancellario Lavinia Maria Lunghi, in un post sulla pagina Facebook di Parte: “La sollecitazione non ci coglie impreparati, né indifferenti Ma a nostro avviso ci sono anche altre cose su cui porre l’attenzione, ivi compreso lo svolgimento delle giornate di mercoledì e di venerdì in Piazza del Comune. Nel caso in cui volessimo procedere allo spostamento dei Bandi, resterebbero almeno due problemi organizzativi da risolvere: lanciare le sfide praticamente alla conclusione della manifestazione e quello di offrire il mercoledì, al pubblico in tribuna, uno spettacolo adeguato. (…) A questo vanno aggiunte la ‘difficoltà’, per usare un eufemismo, a sottoscrivere un’ulteriore deroga allo statuto, sapendo bene quanto da esso è previsto e la non diretta conformità, rispetto al giudizio che deve esprimere il Giurato della Musica, tra quanto è previsto dallo Statuto e la stessa scheda di giudizio. No, insomma, a soluzioni tampone, preferiamo un ragionamento più ampio”. Se ne riparlerà, forse, a giugno; sperando che nel frattempo non arrivino altre dimissioni.
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