Ornella Vanoni, una delle voci più amate della musica italiana, è morta il ieri 21 novembre 2025 nella sua casa di Milano all’età di 91 anni per un arresto cardiocircolatorio, lasciando un vuoto enorme nel panorama artistico nazionale.
Nata nel 1934, aveva iniziato al Piccolo Teatro di Milano con Giorgio Strehler prima di diventare un’icona assoluta della canzone d’autore, spaziando dalle “canzoni della mala” alla bossa nova, al jazz e ai successi popolari come Senza fine, L’appuntamento, Domani è un altro giorno e La musica è finita.
Nella sua lunga vita artistica non è mancato un legame affettuoso con Assisi, città che lei stessa ricordava come un luogo dell’anima: emblematico l’incontro al Lyrick, quando durante un concerto definì “un incontro tra vecchi amici” quello con il dottor Giulio Franceschini, stimato dermatologo umbro, fin da giovane valente musicista e che aveva perfino accompagnato alla chitarra una già celebre Vanoni.
Ricordi che lei raccontò con ironia: “Ancora conservo il ricordo di quando, ancora bambini, suonavamo in tournée insieme… e oggi me lo ritrovo con la sua clinica per rifarci tutte belle!” – disse ridendo – mentre elogiava anche l’organizzazione, il Comune e il magnate americano che aveva reso possibile la realizzazione del teatro; proprio ad Assisi, dove rimase incantata dalla tranquillità del Resort San Crispino (della famiglia Franceschini, ndr), confessò che le sarebbe piaciuto preparare lì il suo tour successivo, segno di un rapporto sincero e profondo con la città, che l’aveva accolta con affetto.
La sua scomparsa oggi suscita una grande ondata di commozione, mentre amici, colleghi e fan la ricordano come una donna libera, elegante e luminosa, capace di trasformare ogni palco, da Milano ad Assisi, in un luogo di emozione pura.
Foto in evidenza: drfranceschini.it
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