Assisi ricorda l’ottantesimo anniversario dell’attacco atomico statunitense contro la città giapponese di Hiroshima, avvenuto il 6 agosto del 1945, causando una devastazione senza precedenti. Tre giorni dopo, il 9 agosto, un secondo ordigno colpì Nagasaki. Le vittime furono oltre 210mila, quasi esclusivamente civili inermi. Una tragedia ancora viva nella memoria dell’opinione pubblica, che è stata commemorata stamattina 6 agosto 2025 alle 8.15, orario in cui fu sganciata la prima bomba nucleare della storia, in piazza de Comune, con il suono della Campana delle Laudi della Torre del Popolo.
Alla cerimonia sono intervenuti, fra gli altri, il sindaco Valter Stoppini e il presidente onorario del Centro internazionale per la pace tra i popoli, Gianfranco Costa. L’obiettivo è non dimenticare uno degli eventi più tragici del secolo scorso, durante la seconda guerra mondiale, lanciando al mondo un grido di pace e un monito contro la proliferazione delle armi nucleari. “Ottanta anni dopo Hiroshima e quanto accaduto durante il secondo conflitto mondiale – ha sottolineato il sindaco Stoppini – non pensavamo di dover vivere ancora situazioni simili. Assisi, città della pace e del dialogo, non intende rimanere in silenzio e indifferente difronte alle barbarie che si stanno consumando in Terra Santa, in Ucraina e in tante altre parti del mondo. Lanciamo ancora una volta un forte appello, perché cessino tutte le guerre e siamo pronti a fare la nostra parte per costruire azioni concrete di pace e speranza”. “In un mondo in frantumi – ha evidenziato Gianfranco Costa – dobbiamo continuare a fare memoria e a promuovere la missione di Assisi come città di pace. Basta guerra, stop alla proliferazione di armi e nucleare”. La presidente Proietti, proprio da Assisi, ha voluto rilanciare l’appello dell’Umbria “affinché in Italia venga istituito un Ministero della Pace, come atto significativo per non rimanere indifferenti di fronte alle tragedie umanitarie che si stanno consumando in Medioriente, in Ucraina e in tutti i Paesi del mondo colpiti dalle guerre e per attivare azioni concrete per la costruzione della pace”. La governatrice ha anche ricordato che “l’Umbria è stata la prima regione d’Italia a chiedere al Governo il riconoscimento dello Stato di Palestina, come atto diplomatico e via libera a corridoi umanitari”.
La mattina del 6 agosto 1945, alle ore 8:15, l’aeronautica militare statunitense sganciò la bomba atomica Little Boy sulla città di Hiroshima, cui fece seguito, tre giorni dopo, lo sgancio della bomba atomica Fat Man su Nagasaki; le due missioni causarono in totale un numero di vittime dirette stimato fra le 150 000 e le 220 000 persone, quasi esclusivamente civili. Per la gravità dei danni causati, diretti e indiretti, e per le implicazioni etiche a essi correlate, si è trattato del primo e unico utilizzo in guerra di tali armi. Ciò nonostante, nel secondo dopoguerra lo sviluppo tecnico delle bombe atomiche non si è fermato e ha anzi registrato una forte impennata, portando alla produzione di testate nucleari sempre più sofisticate; durante la guerra fredda in particolare, più volte le contingenze politico-economiche internazionali si sono avvicinate pericolosamente a un nuovo impiego di queste armi.

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