Tutto pronto ad Assisi per le due solennità di Santa Chiara e San Rufino 2025 che cadono rispettivamente l’11 e il 12 agosto. In corso fino al 9 agosto la novena “Chiara: cuore di Dio, cuore del mondo”, con tutte le sere alle 18.15 i Vespri solenni presieduti dai Frati minori della Fraternità dell’Eremo delle Carceri. Durante la novena la Messa vespertina è alle ore 17,30 e il canto dei vespri è animato dalle Sorelle Clarisse.
Domenica 10 agosto, giorno prima della Solennità di Santa Chiara, alle ore 17.30 Primi Vespri e Santa Messa della Solennità, presieduta da Mons. Domenico Sorrentino, Vescovo delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno; alle 21 nel Santuario di San Damiano la Veglia di preghiera nel Transito di Santa Chiara, presieduta da P. Saul Tambini. Lunedì 11 agosto nella Basilica di Santa Chiara alle 6.30 la Santa Messa in Cripta, alle 7.15 la Santa Messa alla Cappella del Crocifisso presieduta da P. Bruno Ottavi della Fraternità di Santa Chiara.
Alle 9 la Santa Messa e alle 10 la concelebrazione solenne presieduta dal cardinale Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, e animata dal Coro dei Cantori di Assisi; alle 17.30 i Secondi Vespri e Santa Messa nel Transito di Santa Chiara presieduti da padre Francesco Piloni ofm, Ministro Provinciale dei Frati Minori di Umbria e Sardegna. Le celebrazioni di domenica 10 agosto alle ore 17.30 e lunedì 11 agosto alle ore 11.00 saranno trasmesse in diretta dall’emittente “Maria Vision” (in streaming all’indirizzo https://www.mariavision.it/maria-vision-italia e sul canale nazionale del digitale terrestre 255).
Per la solennità di San Rufino, patrono di Assisi e della diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino, le celebrazioni in cattedrale inizieranno lunedì 11 agosto alle ore 21 con la veglia di preghiera, la processione e la benedizione della città. Martedì 12 agosto sono previste la santa messa alle ore 8 e il pontificale delle ore 11. Nel pomeriggio la santa messa verrà celebrata alle ore 18, mentre alle ore 21 sempre in cattedrale si terrà il concerto in onore del Santo patrono, a cura della Cappella musicale di San Rufino.
Durante le celebrazioni delle Solennità di Santa Chiara e San Rufino 2025, l’11 agosto alle 21.15 nel chiostro di San Damiano, anche l’evento “I pani di Chiara, benedetti e condivisi”. L’iniziativa è promossa da Knights of Saint Francis – Italia. Si tratta di una installazione di 50 “pani crociati” in terracotta realizzati da Vasta introdotti da una voce narrante (della poetessa e attrice Francesca Merloni), accompagnata dal flauto del maestro Andrea Ceccomori. Il desiderio è quello di rievocare, nel refettorio di Santa Chiara, i due miracoli legati al pane raccontati dalle Fonti Francescane. L’ultimo dei due miracoli, che ispira l’opera in terracotta, ricorda la visita del Papa alle sorelle di San Damiano e richiama il momento in cui su ogni pagnottella esse videro imprimersi il segno della croce, a seguito della benedizione di Santa Chiara di quell’umile pasto.
Nell’occasione della festa di S. Chiara, l’11 Agosto, verranno benedetti i 50 pani, ma non solo quelli in terracotta dell’installazione; anche quelli panificati per l’occasione e offerti in cambio di un’offerta. La raccolta fondi promossa attraverso il rito del pane che “lievita” e che mette in rete risorse e buone pratiche legate alla terra, verrà devoluta alla comunità di Mondo X – Sardegna, per sostenere le attività di agricoltura e allevamento della Comunità di S’Aspru per le dipendenze. In particolare, in aiuto all’acquisto di un aratro per i 93 ettari gestiti dalla comunità, in cui si coltiva, a seconda delle annate, orzo, avena e grano. L’installazione dei “pani crociati” nel refettorio di Santa Chiara rimarrà per il mese d’agosto e le offerte potranno essere devolute anche online alla comunità Mondo X – Sardegna (per info: www.mondoxsardegna.it) Si ringraziano per la collaborazione l’imprenditore Fausto Bizzirri ed il panificio Pioppi di Mantignana (PG).
“Assisi è pronta per vivere le celebrazioni di Santa Chiara e del Patrono San Rufino. Sono festività che ricorrono da secoli, ma non sono mai scontate perché questi due Santi parlano ancora oggi, come è proprio dei Santi”, afferma il vescovo della diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, monsignor Domenico Sorrentino alla vigilia della solennità di Santa Chiara e quella di San Rufino. “Santa Chiara la pianticella di Francesco, – aggiunge il vescovo – ama la sua città e ogni anno ci fa sentire qualcosa di bello per gli assisani, ma anche per quanti vengono da lontano a cercarla e a mettersi alla sua scuola. San Rufino è il nostro Patrono, senza di lui non ci sarebbe la nostra fede, e con lui abbiamo una speranza di riscoprire le nostre radici per andare avanti con coraggio e con perseveranza. Il cristianesimo è ancora vivo. Lo abbiamo sentito in questi giorni: vivo nei giovani, tantissimi giovani che sono arrivati in Assisi. Anche come comunità diocesana, come comunità assisana – ha concluso il vescovo – onoriamo questi nostri Santi e li sentiamo al nostro fianco”. (Continua dopo la foto)

In occasione della le celebrazioni delle Solennità di Santa Chiara e San Rufino 2025 Assisi News inoltre riceve e pubblica questo contributo della Cattedrale di San Rufino:
San Rufino, Patrono della città di Assisi, rappresenta una delle figure più antiche e significative del cristianesimo umbro. Le sue vicende risalgono al III secolo e hanno lasciato un’impronta indelebile nella memoria religiosa e culturale della Città Serafica. Le reliquie del Santo sono portate in processione il 12 agosto nel prezioso busto reliquiario d’argento settecentesco custodito presso il Museo della Cattedrale di Assisi.
Un vescovo d’Oriente nel cuore dell’Italia
Originario di Amasia, città dell’Asia Minore, Rufino giunse in Italia insieme al figlio Cesidio, giovane diacono. I due si stabilirono inizialmente a Trasacco, nella Marsica, dove Cesidio subì il martirio. Rufino proseguì invece il suo cammino ad Asisium, fiorente municipium romano dove fondò il primo nucleo della futura comunità cristiana e divenne il primo vescovo della città.
Le fonti agiografiche medievali raccontano il suo arresto per mano del proconsole Aspasio: interrogato, torturato e gettato in una fornace ardente, fu miracolosamente salvato dal fuoco, ma la persecuzione non cessò. L’imperatore ordinò infine la sua esecuzione per annegamento nel fiume Chiascio, nei pressi di Costano. Era l’11 agosto dell’anno 238.
La festa del santo tra liturgia e devozione popolare
Dal 1997, per evitare la coincidenza con la festa di Santa Chiara, la celebrazione di San Rufino è stata posticipata al 12 agosto. Tuttavia, l’intera città di Assisi continua a vivere con intensa partecipazione i due giorni dedicati al santo, tra liturgie solenni e rievocazioni storiche. A partire dal 2006, grazie all’iniziativa del parroco don Cesare Provenzi, è stata ripristinata la tradizionale processione serale dell’11 agosto con il busto reliquiario settecentesco custodito nel Museo della Cattedrale di San Rufino, riportando in vita un uso liturgico secolare voluto già dai committenti del prezioso manufatto in argento.
Un prezioso scrigno per le reliquie del Santo
Le rappresentazioni più antiche raffigurano San Rufino con gli attributi episcopali di manto, mitria e pastorale. A partire dalla Controriforma, però, la sua iconografia si arricchisce di elementi simbolici più specifici, come la macina, emblema del martirio subito.
Fulcro della devozione è il busto reliquiario settecentesco custodito nella Cattedrale di San Rufino. Quest’opera preziosa fu commissionata nel 1782 dai Canonici della Cattedrale di San Rufino all’orafo romano Paolo Spagna. La lettera con le istruzioni per la realizzazione – la cui minuta è ancora conservata tra di documenti capitolari – richiedeva espressamente che il busto fosse predisposto per essere portato in processione. Il reliquiario fu ultimato e portato solennemente ad Assisi nel 1783, al seguito del pontefice Pio VI. A finanziarne la realizzazione fu un membro della famiglia Silvestri, probabilmente Gregorio Silvestri, nato ad Assisi nel 1706.
La venerazione delle reliquie: un legame che attraversa i secoli
Il culto delle reliquie – come ricordava anche San Tommaso d’Aquino nella Summa Teologica – nasce dal desiderio di onorare ciò che resta dei santi e dei martiri, sia parti del corpo sia oggetti a loro appartenuti. I reliquiari a busto, diffusisi soprattutto dal XV secolo, rappresentano uno dei modi più suggestivi con cui la Chiesa ha conservato e venerato tali testimonianze di fede.
Oggi, ogni 12 agosto, il busto di San Rufino viene esposto nella Cattedrale per l’intera giornata. A conclusione della solenne celebrazione presieduta dal vescovo, viene riposto nella teca del museo, dove è possibile ammirarlo fino alla nuova processione dell’anno successivo. Una tradizione che unisce storia, arte e spiritualità, rendendo viva la memoria del Santo che pose le basi della fede cristiana ad Assisi.
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