Maltrattamenti alla fidanzata diciannovenne e alla sua famiglia, per un 20enne – responsabile anche di danneggiamento e atti persecutori – scatta il divieto di avvicinamento alla persona offesa e ai suoi familiari e anche il braccialetto elettronico. Secondo la ricostruzione dei carabinieri della stazione di Bastia Umbra, dipendenti dalla compagnia di Assisi guidata dal capitano Vittorio Jervolino, che hanno eseguito l’ordinanza di applicazione della misura cautelare, il giovane, con condotte reiterate, avrebbe maltrattato la fidanzata diciannovenne.
In particolare, animato da gelosia ossessiva e non accettando la decisione della giovane di interrompere la relazione a causa dei suoi comportamenti, l’avrebbe ripetutamente ingiuriata, cacciandola anche fuori dalla casa della madre, dove stava trascorrendo la notte. In più occasioni l’avrebbe controllata in maniera ossessiva chiamandola ripetutamente e inviandole numerosi messaggi nei quali alternava manifestazioni di rabbia a minacce vere e proprie o addirittura propositi suicidari. In una delle tante discussioni avrebbe scagliato la sua rabbia contro mobili, oggetti e suppellettili e in preda alla rabbia avrebbe lanciato a terra anche il telefono cellulare della ragazza danneggiandolo. In una circostanza le avrebbe addirittura impedito di recarsi al mare con gli amici, aggredendo fisicamente questi ultimi.
Alla fine – dopo l’ennesimo episodio di violenze e maltrattamenti – la giovane ha sporto denuncia e la Procura, dopo le indagini dei carabinieri, evidenziando la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, ha chiesto l’applicazione una misura cautelare. Il G.I.P., sulla scorta degli elementi forniti e ritenuti gravi i numerosi atteggiamenti aggressivi del giovane, ha disposto nei suoi confronti la misura del divieto di avvicinamento alla parte offesa ed ai suoi familiari, dai quali dovrà mantenersi ad una distanza di 500 metri col divieto assoluto di comunicare con le persone offese anche per interposta persona nelle forme verbali e scritte anche a mezzo di strumenti telefonici, telematici e digitali. All’indagato è stato applicato anche il braccialetto elettronico.
Foto di Ashkan Forouzani | via Unsplash
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