Un importante riconoscimento è stato conferito a Massimo Zubboli, nominato “Ambassador for Peace” dal Ministero degli Affari dei Veterani della Repubblica di Corea, in segno di riconoscenza per il suo impegno nel custodire e tramandare la memoria dell’opera umanitaria italiana svolta durante la Guerra di Corea.
A dare particolare valore al riconoscimento è il legame familiare di Massimo Zubboli con il Prof. Fabio Pennacchi, suo illustre zio, protagonista di una straordinaria esperienza umanitaria durante il conflitto coreano, nell’ambito dell’attività dell’Ospedale CRI 68. Il riconoscimento è accompagnato da una lettera ufficiale del Col. PARK Hyunjin, Addetto alla Difesa della Repubblica di Corea, che ha espresso a Zubboli “particolare sentimento di stima, riconoscenza e profonda gratitudine”.
Nella lettera, il Col. Park sottolinea come la Medaglia di “Ambassador for Peace” non rappresenti soltanto un omaggio alla memoria del Prof. Pennacchi, ma costituisca soprattutto un riconoscimento dell’impegno personale di Zubboli nel preservare, custodire e tramandare quella memoria. “Lei rappresenta oggi un autentico custode di quella straordinaria esperienza”, scrive il Col. Park, evidenziando come Zubboli abbia saputo trasformare un legame familiare in una vera e propria testimonianza di valore storico e umano.
La vicenda assume così un significato che va oltre la dimensione personale e familiare. La memoria dell’impegno del personale italiano dell’Ospedale CRI 68 durante la Guerra di Corea rappresenta infatti una parte significativa dei rapporti di amicizia e riconoscenza che, nel corso dei decenni, si sono consolidati tra Italia e Repubblica di Corea.
Il Ministero degli Affari dei Veterani coreano ha voluto quindi riconoscere anche l’importanza di chi, oggi, contribuisce a mantenere viva quella storia, affinché il sacrificio, la professionalità e l’umanità dimostrati dal Prof. Pennacchi e da tutti gli uomini e le donne dell’Ospedale CRI 68 non vengano dimenticati. Nella lettera, il Col. Park definisce questo impegno “un prezioso ponte tra passato e presente”, capace ancora oggi di contribuire alla conoscenza e al consolidamento dell’amicizia tra i due Paesi. Un riconoscimento che guarda al passato, ma soprattutto al futuro, nel segno della pace, della memoria e dell’amicizia tra Italia e Corea.

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