In poco più di tre anni, la precarietà abitativa di Renato Giannini si è trasformata in un problema che coinvolge anche la residenza anagrafica, la pensione di invalidità e l’assistenza sanitaria. Il caso dell’uomo, residente ad Assisi, è stato sollevato da alcuni giornali locali, su La Nazione Umbria prima e Il Messaggero poi, ma nel weekend è finito anche su TgCom 24, testata nazionale del gruppo Mediaset da cui è tratto lo screen in evidenza.
In estrema sintesi Renato Giannini, invalido civile al 100%, ha perso la casa di Rivotorto nel febbraio 2023 a seguito di uno sfratto esecutivo. Secondo quanto racconta, prima e dopo lo sfratto si sarebbe rivolto più volte ai servizi sociali del Comune di Assisi per chiedere una soluzione abitativa, senza però trovare una sistemazione stabile. Da allora, riferisce, avrebbe vissuto grazie all’ospitalità di privati, ma visto che non ha più una fissa dimora, il Comune di Assisi lo avrebbe cancellato dall’anagrafe per irreperibilità.
“Si definisce irreperibile – questa la spiegazione dal sito dei Comuni italiani – una persona che si allontana dal luogo di dimora abituale per un periodo sufficientemente lungo, senza dare notizia del suo trasferimento in altro Comune o all’Estero e della quale non sia possibile stabilire la reale dimora attraverso i normali accertamenti anagrafici, anche d’ufficio”. Al netto dell’assenza di una residenza certa, il caso di Giannini sarebbe un po’ diverso dall’irreperibilità vera e propria, e in ogni caso – secondo quanto denunciato pubblicamente dall’uomo – in seguito alla cancellazione l’Inps avrebbe sospeso la pensione di invalidità civile, che rappresenta la sua unica fonte di sostentamento. A rischio anche l’assistenza sanitaria presso la Usl Umbria 1.
Per questo il cittadino chiede che la sua situazione venga riesaminata e che venga individuato un percorso concreto per affrontare sia l’emergenza abitativa sia le conseguenze amministrative che ne sono derivate. Da notare infine che, a una settimana dalla prima segnalazione pubblica della vicenda, né il Comune di Assisi né l’Inps, i due enti chiamati in causa da Renato Giannini, hanno comunicato le motivazioni della loro decisione, e se e quali passi siano stati intrapresi per aiutare il cittadino. Un silenzio che, si spera, è solo un modo per agevolare un lieto fine alla vicenda. Ma intanto Fratelli d’Italia chiede chiarimenti e soluzioni: “Una vicenda drammatica che colpisce al cuore la nostra comunità e che richiede un intervento immediato, non il silenzio delle istituzioni”, dice la capogruppo Serena Morosi: “La storia raccontata dal signor Giannini è l’emblema di come la burocrazia possa trasformarsi in un incubo invisibile per i più fragili. Il risultato di questo corto circuito è sconcertante: la cancellazione dall’anagrafe del nostro Comune e la conseguente revoca della pensione di invalidità, privandolo dei mezzi minimi di sopravvivenza.
“Quello che lascia profondamente indignati – prosegue la nota trasmessa dal Capogruppo Serena Morosi – è il silenzio assordante che arriva dal Comune di Assisi. Com’è possibile che un cittadino invalido al 100% venga di fatto “cancellato” senza che i Servizi Sociali abbiano intercettato e protetto la sua situazione? Ma soprattutto, com’è possibile che, a ore di distanza dalla diffusione della notizia, nessun rappresentante della maggioranza o della Giunta abbia sentito il dovere di dire pubblicamente ‘ci stiamo interessando alla vicenda’? Fratelli d’Italia non assisterà in silenzio a questa forma di esclusione civile. Abbiamo depositato un’interrogazione urgente rivolta al Sindaco e all’Assessore competente per avere risposte immediate affinché la vicenda venga ricostruita in maniera dettagliata . Chiediamo che l’Amministrazione si attivi oggi stesso, senza perdere un solo minuto, per trovare una soluzione tecnica – come l’iscrizione anagrafica fittizia per persone senza fissa dimora – che permetta il ripristino immediato della pensione di invalidità del signor Renato Giannini. Di fronte alla dignità umana e alla sofferenza, la burocrazia deve piegarsi al buonsenso e all’assistenza. Chi governa questa città ha il dovere di rispondere”.
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