(Stefano Berti) Le piogge degli ultimi giorni hanno aggravato una situazione che i cittadini denunciano da tempo: le strade del territorio comunale di Assisi sono sempre più dissestate. Buche profonde, avvallamenti, rattoppi che cedono dopo poche settimane, scavi lasciati aperti e mai incatramati definitivamente. Un degrado che non è più episodico, ma strutturale.
Non è solo Santa Maria degli Angeli a fare i conti con l’asfalto malridotto. Il problema riguarda gran parte del comune di Assisi con le frazioni. Dal centro alle zone più periferiche il copione è lo stesso: interventi tampone, toppe provvisorie, manutenzioni che non resistono alla prima ondata di maltempo.
Si rattoppa oggi, si richiude alla meglio. Poi l’acqua penetra, l’asfalto si sgretola e le buche si riaprono. In alcuni casi restano evidenti le “tracce” degli interventi, ma senza una copertura definitiva. Intanto aumentano i disagi e i rischi per automobilisti, motociclisti e ciclisti, ma anche per i pedoni.
Ed oltre al degrado evidente, c’è una questione ancora più rilevante: quali sono i programmi per la manutenzione delle strade? Esiste un piano organico di rifacimento del manto stradale? Sono state stabilite priorità chiare? Quali risorse sono state stanziate e con quali tempi di intervento?
Ad oggi, la sensazione diffusa è che si proceda solo per emergenze, senza una visione complessiva e senza un cronoprogramma pubblico e trasparente.
E poi l’interrogativo più diretto: chi controlla lo stato degradato delle buche? Chi verifica quotidianamente le criticità? Chi monitora la qualità dei lavori eseguiti? Chi si assicura che un rattoppo non diventi, dopo pochi giorni, un nuovo problema?
I lavori spesso restano incompleti e nessuno sembra verificarne davvero la conclusione a regola d’arte. Coloro che dovrebbero controllare escono mai in strada? Effettuano sopralluoghi costanti o restano per ore negli uffici? I lavori vengono controllati con attenzione oppure si procede sulla fiducia, anche quando gli interventi risultano palesemente fatti male? La situazione, per molti cittadini, è ormai quasi drammatica.
La percezione tra i cittadini è quella di un controllo insufficiente sul territorio e di una mancanza di presenza costante nelle strade, proprio dove il degrado è evidente. Senza monitoraggio continuo e senza programmazione strutturale, il rischio è che la situazione continui a peggiorare.
Le buche aumentano, le segnalazioni pure. Ma la manutenzione delle strade non può essere solo un intervento d’urgenza, deve essere una scelta amministrativa precisa e verificabile e – sinceramente – ad oggi, non si capisce come una tale situazione così grave si vuole affrontare.
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