L’Amministrazione comunale di Assisi ha ricordato sabato mattina il sacrificio del giudice Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta, uccisi dalla mafia il 19 luglio del 1992, in un attentato in via D’Amelio a Palermo. Il sindaco Valter Stoppini, stamattina, ha deposto omaggi floreali nei piazzali intitolati alla memoria del giudice e di quanti hanno dedicato la vita alla giustizia e alla legalità. Le commemorazioni per la strage di via d’Amelio – presenti il Gonfalone della città, l’assessore Donatella Casciarri e rappresentanti delle forze dell’ordine – si sono svolte in due momenti.
Prima a Palazzo di Assisi, nel piazzale “Vittime delle Stragi di Capaci e via D’Amelio” dedicato alle scorte dei magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino: gli agenti Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Rocco Dicillo, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Antonio Montinaro, Vito Schifani e Claudio Traina. E poi a Rivotorto, nel piazzale intitolato a “Falcone e Borsellino, magistrati vittime delle mafie”. “Abbiamo il dovere – ha sottolineato Stoppini, a margine della cerimonia – di non dimenticare chi ha sacrificato la propria vita per la giustizia, combattendo la criminalità organizzata con coraggio e dedizione. Dobbiamo mantenere viva la loro memoria e coltivare la cultura della legalità, trasmettendo in particolare alle nuove generazioni l’esempio di quanti, come i giudici Falcone e Borsellino, hanno difeso cittadini e istituzioni democratiche dalla criminalità organizzata”. Il sindaco ha anche ringraziato “tutti gli uomini e le donne delle forze dell’ordine che ogni giorno operano sul nostro territorio, a servizio dei cittadini e della comunità, per garantire sicurezza e legalità”.
“Nel ricordo di Paolo Borsellino, a trentatré anni dalla strage di via D’Amelio, si rinnova per le istituzioni e per tutti i cittadini il dovere di ispirarsi ai valori che hanno guidato ogni gesto della sua vita: integrità, sobrietà e senso del dovere verso il bene comune”. Lo afferma la presidente della regione Stefania Proietti, in occasione dell’anniversario dell’attentato del 19 luglio 1992, in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e i cinque agenti della sua scorta – Emanuela Loi, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli. “Paolo Borsellino – prosegue la presidente – ha incarnato un’idea alta e rigorosa di servizio allo Stato. Una testimonianza tenace, fatta di coerenza e di profonda consapevolezza delle proprie responsabilità. Ricordarlo oggi significa riaffermare che la dedizione alla Repubblica non è fatta di parole, ma di comportamenti esemplari, di serietà, di capacità di anteporre l’interesse collettivo a ogni tornaconto personale”.
Il messaggio che proviene dalla figura di Borsellino – sottolinea la presidente Proietti – conserva intatta la sua forza: “Ci ricorda che si può servire lo Stato con onore anche nelle condizioni più difficili. Che si può essere fedeli alle proprie convinzioni senza clamore, senza concessioni alla visibilità, senza rinunciare mai alla dignità del proprio ruolo”. Nel sottolineare l’impegno della regione Umbria nel promuovere una cultura fondata sulla responsabilità, sull’etica pubblica e sul rispetto delle istituzioni, la presidente conclude: “L’esempio di Paolo Borsellino continua a parlarci e ci chiede, come rappresentanti delle istituzioni, di essere ogni giorno all’altezza del compito che c’è stato affidato. È questo il tributo più autentico che possiamo offrire alla sua memoria”.
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