Un gemellaggio tra Assisi e Koya per rafforzare il legame con il Giappone e promuovere cooperazione internazionale, relazioni economiche, sociali e culturali con il Paese del Sol Levante, anche attraverso i canali aperti dall’Umbria tramite Expo 2025. È l’esito della call tra Assisi e Osaka, che si svolta il 2 settembre nell’ambito di un panel promosso dalla Regione Umbria, presente all’esposizione universale nella città giapponese.
All’incontro sono intervenuti il sindaco Valter Stoppini, il vicesindaco Veronica Cavallucci, gli assessori Fabrizio Leggio e Scilla Cavanna, oltre a funzionari del Comune impegnati nel settore della promozione turistica e culturale. Dal Giappone hanno partecipato la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, il vicepresidente Tommaso Bori, il sindaco di Perugia, Vittoria Ferdinandi. Presenti anche operatori culturali e turistici giapponesi, oltre a Yoshiya Hirano, primo cittadino di Koya, uno dei luoghi più spirituali del Paese, con cui Assisi nel 2009 ha firmato un protocollo d’intesa.
“Nonostante la distanza – ha detto Stoppini – Assisi e il Giappone sono molto legati. Sedici anni fa, la nostra città e quella di Koya, entrambe patrimonio UNESCO, hanno siglato un accordo per la reciproca promozione culturale. Un legame che oggi vogliamo rafforzare e rilanciare, anche grazie all’Expo 2025, siglando un vero e proprio gemellaggio. In questi tempi difficili per il mondo, unire città, culture, tradizioni è importante per costruire azioni di pace. I gemellaggi favoriscono la cooperazione internazionale e sono una leva importante anche per lo sviluppo del turismo. Mi auguro che la proposta possa essere accolta e sostenuta, anche all’interno del partenariato tra Umbria e Giappone”.
Nel corso della call si è parlato anche di turismo e cammini religiosi e il primo cittadino di Koya è intervenuto dicendosi favorevole all’idea del gemellaggio e alla necessità di rilanciare azioni condivise per lo sviluppo e la promozione della cultura della pace, considerando che l’attenzione verso Assisi era nata già dall’incontro interreligioso promosso nel 1986 da Papa Giovanni Paolo II ed è stata poi confermata il 26 ottobre 2009 con la firma del protocollo d’intesa. La presidente Proietti, nel suo intervento, ha sottolineato come “l’accordo tra Koya e Assisi potrebbe essere uno step importante del partenariato tra Umbria e Giappone, nel segno della pace”.

“Prendo atto con piacere che la Città di Assisi ha intenzione di dar vita ad un gemellaggio con Koya – città giapponese anch’essa sito UNESCO – per rafforzare il legame con il Giappone e promuovere cooperazione internazionale, relazioni economiche, sociali e culturali con il Paese del Sol Levante, anche attraverso i canali aperti dall’Umbria tramite Expo 2025” – a dichiararlo è Daniele Martellini, consigliere comunale Fratelli d’Italia Assisi e vicepresidente del consiglio comunale. “Da ciò, constato – oggi da vicepresidente del Consiglio – che nel lontano 26 ottobre 2009, quando io stesso ricoprivo il ruolo di assessore ai gemellaggi, quel seme che piantammo con l’allora sindaco Claudio Ricci fu molto utile e sta dando ora i suoi frutti” – continua Martellini.
“È da quel lontano 2009 che il Comune di Assisi (Italia) e il Comune di Koya (Giappone), città sedi di Siti UNESCO, si impegnarono a promuovere scambi reciproci e ad approfondire rapporti di collaborazione che favorissero il progresso e lo sviluppo di entrambi. Con quel protocollo d’intesa, entrambe le parti erano convinte che tale gesto ufficiale costituisse un passo fondamentale nella creazione di solidi legami di profonda amicizia e stima e, allo stesso tempo, contribuisse notevolmente ad un ulteriore sviluppo anche nei settori della cultura e del turismo, sia di Assisi che di Koya, località riconosciute entrambe Patrimonio dell’Umanità per la loro spiritualità. Oggi – conclude Martellini facendo intuire che è bene dare a Cesare ciò che è di Cesare – vari esponenti dell’Amministrazione cittadina hanno dialogato per recuperare e rafforzare ciò che pertanto circa 15 anni fa era già stato improntato. Meglio tardi che mai!”.

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