Un incontro molto partecipato, ricco di contributi e di idee, quello promosso da Assisi al Centro venerdì 30 gennaio, dedicato alle proposte in vista dell’ottocentenario della morte di San Francesco (1226–2026). Un appuntamento che ha confermato quanto il centenario rappresenti non solo una ricorrenza religiosa di portata mondiale, ma anche una straordinaria occasione di riflessione collettiva sul futuro della città. Le celebrazioni per l’ottocentenario francescano si sono ufficialmente aperte il 10 gennaio 2026 nella Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli, dando avvio a un anno che coinvolgerà istituzioni, realtà religiose e laiche, associazioni e cittadini. A ottocento anni dalla morte del Poverello, il suo messaggio continua a parlare al mondo con sorprendente attualità, richiamando valori universali come la pace, la fraternità e il rispetto del creato.
Durante l’incontro è stato ricordato come il settimo centenario del 1926, promosso dall’allora sindaco Arnaldo Fortini, abbia lasciato un’impronta profonda e duratura su Assisi: grandi opere pubbliche, interventi urbanistici, iniziative culturali e un coinvolgimento diffuso della popolazione. Un’eredità che oggi rappresenta una fonte di ispirazione per immaginare il nuovo centenario tra continuità e innovazione.
Numerose e articolate le proposte emerse per l’ottocentenario francescano, molte delle quali puntano a coniugare memoria storica, sviluppo sostenibile e partecipazione civica. Tra queste figurano il conio di una medaglia celebrativa, la realizzazione di un francobollo commemorativo con annullo speciale per il 3 e 4 ottobre 2026, la creazione di un elemento di branding comunale e l’organizzazione di un convegno dedicato al centenario del 1926 e alla figura di Arnaldo Fortini, accompagnato da una mostra documentaria permanente.
Particolare attenzione è stata riservata ai temi ambientali e simbolici, con la proposta di un grande progetto di rimboschimento nell’area del Tescio, attraverso la creazione di un parco denominabile “Valle di Francesco”, “Bosco della Pace” o “Bosco dei Comuni per Francesco”, in ideale continuità con il rimboschimento del Monte Subasio del 1926. Al centro anche il recupero e la valorizzazione della Campana delle Laudi, simbolo identitario delle celebrazioni del passato.
Non sono mancate idee legate alla cultura, all’arte e all’innovazione: rassegne cinematografiche, concorsi fotografici e artistici, installazioni permanenti, convegni dedicati a San Francesco nei nuovi mezzi di comunicazione, fino a un concorso internazionale di idee per un’opera simbolica del centenario. Ampio spazio anche al coinvolgimento delle scuole, delle feste popolari e delle realtà associative, con l’obiettivo di rendere il centenario davvero patrimonio condiviso.
Nel corso dell’incontro sull’ottocentenario francescano sono stati inoltre ricordati i principali progetti infrastrutturali già finanziati per il centenario: dagli interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche al restauro delle mura urbiche, fino ai fondi destinati all’aeroporto, all’Orto di San Francesco e alla valorizzazione dei beni culturali francescani.
A chiudere il dibattito, una riflessione di ampio respiro: il centenario come occasione per “pensare in grande e a lungo termine”, interrogandosi su come potrebbe essere Assisi tra cento anni, nel rispetto della sua identità e del suo valore di Patrimonio UNESCO. Con una consapevolezza condivisa: San Francesco appartiene al mondo intero, ma Assisi ha il dovere e l’opportunità di essere protagonista di questo cammino, senza chiudersi in sé stessa e senza restarne ai margini.
Un percorso che, come emerso con forza dall’incontro del 30 gennaio, potrà riuscire solo attraverso la partecipazione attiva e responsabile di tutta la comunità assisana.
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