Assisi News inStudio torna a parlare di eventi e fiere del territorio con un nuovo appuntamento dedicato ad attualità, economia, politica e manifestazioni. Ospite in studio il presidente di Umbria Fiere, Antonio Forini, per approfondire la prossima edizione di AgriUmbria, la fiera agricola più importante della regione. Le interviste vengono registrate nella sede del gruppo BN COM della F.lli Berti Comunicazione e Design s.n.c., oppure in esterna, per garantire contenuti diretti e completi. Domande e coordinamento editoriale sono di Stefano Berti, Flavia Pagliochini ed Erika Giulietti. Immagini, montaggio, coordinamento tecnico e produzione: BN COM. Grafica: bertidesign. Quella che segue è una sintesi dell’intervista, non una trascrizione integrale (Continua dopo il video – link diretto).
Presidente, un’esperienza la sua che parte ormai dallo scorso giugno: qual è un primo bilancio di questa esperienza alla guida di Umbria Fiere?
«È stata un’esperienza davvero molto interessante per me – risponde il presidente –. Vengo da un mondo completamente diverso da quello dei centri fieristici, sono un imprenditore. Ho potuto osservare un’attività che, per quanto mi riguarda, mi sta portando un grande arricchimento, perché si tratta di un ambiente completamente nuovo. Certo, è vicino alla parte finanziaria a cui sono abituato, ma tutta l’organizzazione di un centro fieristico è qualcosa che sto imparando a conoscere. Sto “rubando con gli occhi”, perché sono modalità e approcci che, secondo me, possono essere molto utili anche per la mia azienda e per la mia attività imprenditoriale. In sintesi, è un ottimo scambio di competenze».
Un invito che non arriva a caso, perché siamo vicini ad AgriUmbria, la fiera più importante che viene organizzata da Umbria Fiere, una fiera storica. Quali aspettative, quali progetti, cosa ci sarà quest’anno ad AgriUmbria 2026?
«Lo show sta per andare in pista. La parte organizzativa di un evento fieristico come AgriUmbria è ciò che mi ha maggiormente colpito: la competenza con cui gli uffici gestiscono centinaia di persone impegnate a preparare tutto per il “live” del prossimo fine settimana, 27, 28 e 29. Attendiamo 90.000 visitatori in tre giorni, ospitiamo 450 aziende e quasi 600 capi di bestiame. Già solo questi numeri mostrano quanto, in una cittadina come Bastia Umbra, che conta 25.000 abitanti, il centro fieristico diventi per quei tre giorni una vera e propria città in movimento».
Si parla di numeri record per questa occasione, sia dal punto di vista degli espositori che delle presenze?
«Indubbiamente sì. Umbria Fiere è cresciuta costantemente negli anni, e l’auspicio è che anche quest’anno continui su questa strada, nonostante sia un anno di transizione in cui abbiamo avuto una piccola difficoltà logistica. Un cantiere occupa 5.000 metri quadrati del centro fieristico: sarà il nostro prossimo padiglione, che l’anno prossimo entrerà in funzione, ma che quest’anno crea un piccolo disagio. Per compensare, abbiamo aumentato la superficie espositiva sul lato nord, dall’altra parte del fiume, riuscendo così a mantenere sia i numeri sia, speriamo, le aspettative di espositori e visitatori. Quest’anno abbiamo fatto anche uno sforzo in più, allestendo quattro parcheggi numerati – cosa che prima non esisteva – per ospitare le auto dei nostri espositori e di chi ne ha fatto richiesta. Quasi 2.500 veicoli hanno trovato posto fisso, alleviando la pressione sulla viabilità comunale. Inoltre, abbiamo attivato pullman navetta che collegano i parcheggi alla zona fieristica, facilitando così l’accesso e il deflusso delle persone durante i tre giorni dell’evento».
Lei è un bastiolo DOC, ora è presidente di Umbria Fiere: quali sono i ricordi che la legano in particolar modo a questa fiera così importante?
«Allora, innanzitutto è una coincidenza, ma la mia azienda, Forini Spa, era presente già alla prima edizione del ’67 come espositore. Io sono nato nel ’69, e le prime fotografie che ho di AgriUmbria risalgono a quando avevo 3-4 anni. I trattori erano il mio sogno, quindi salivo su tutti quelli che vedevo. Ricordo in particolare una foto in bianco e nero: ero all’interno del cerchio di un trattore, con le braccia aperte che mi contenevano completamente. Sono ricordi di circa 50 anni fa».
E ancora oggi AgriUmbria continua a dare queste emozioni a grandi, piccoli, famiglie e a tutti coloro che arrivano un po’ da tutta Italia, giusto?
«Sì. La differenza di AgriUmbria rispetto ad altri eventi fieristici simili sta proprio nel fatto che è un evento “popolare” – nel senso migliore del termine. Da presidente ho avuto modo di visitare la Fiera di Bari, la Fiera di Verona e altre fiere, per lo più B2B, pensate cioè principalmente per incontri tra aziende. A Umbria Fiere, invece, c’è qualcosa in più. La componente B2B resta importante, ma l’elemento popolare – in cui famiglie e agricoltori visitano la fiera e si sentono “a casa” – è unico e conferisce ad AgriUmbria una caratteristica speciale che la distingue dagli altri eventi fieristici».
Umbria Fiere sta diventando un progetto importante: recentemente è stato inaugurato il ristorante e c’è un cantiere che crea qualche piccolo disagio per AgriUmbria. Quali risultati concreti porterà questo progetto in futuro?
«Il progetto di Umbria Fiere, la società che gestisce il centro fieristico, è ampio e articolato. Il nostro obiettivo è rendere il centro fieristico pronto a ricevere nuovi impulsi e a crescere, colmando il ritardo rispetto ad altri centri simili. Nei primi tre anni ci concentreremo principalmente sul “contenitore”: investiremo tempo ed energie per rendere gli immobili esistenti più confortevoli, migliorandone la fruibilità, l’estetica e la funzionalità. Questo intervento è reso possibile grazie al sostegno della Regione Umbria, che ha stanziato quasi 6 milioni di euro. La gestione della ristrutturazione resta però in capo al Comune di Bastia Umbra, mentre Umbria Fiere affianca questo lavoro con investimenti propri, tra cui la realizzazione di un nuovo padiglione di circa 5.000 metri quadrati, già in costruzione. Al momento siamo alle fasi di fondazione. Durante AgriUmbria abbiamo temporaneamente sospeso i lavori per garantire lo svolgimento sicuro dell’evento, ma subito dopo vedrete innalzarsi le colonne del nuovo edificio. Sulla sua copertura realizzeremo un impianto fotovoltaico da 480 kW, che sarà inserito in una comunità energetica rinnovabile (CER) a cui parteciperà anche il Comune di Bastia Umbra. Questo consentirà di ridurre significativamente i costi energetici del centro fieristico, generando risorse che potranno essere reinvestite in ulteriori miglioramenti. Tra i principali interventi previsti, c’è l’installazione dell’aria condizionata nei padiglioni esistenti, una condizione ormai essenziale per essere competitivi sul mercato, attrarre nuovi eventi e sfruttare appieno i tre mesi estivi, finora inutilizzabili a causa delle alte temperature interne che raggiungono i 34 gradi».
È in corso un’operazione di restyling anche esterna?
«L’estetica esterna dei padiglioni sarà completamente rivista, probabilmente in armonia con il nuovo padiglione, migliorando anche la fruibilità degli spazi esterni grazie alla realizzazione di portici, che avranno una doppia funzione: estetica e di protezione. Il sogno di Umbria Fiere è creare un vero ingresso, un foyer accogliente. In una prospettiva futura, sarebbe auspicabile demolire alcuni edifici oggi semi-fatiscenti e poco utilizzati, per realizzare un ingresso autentico, in grado di accogliere i visitatori come avviene nei principali centri fieristici. Essere un centro di dimensioni contenute è al contempo un vantaggio e uno svantaggio: da un lato limita l’accesso a grandi finanziamenti, dall’altro consente di realizzare una piccola “bomboniera” con investimenti più contenuti. Siamo quindi fiduciosi di poter raggiungere questo risultato in tempi ragionevoli».
Si può però affermare che Umbria Fiere è uno dei poli fieristici più importanti, se non altro del Centro Italia?
«I risultati ottenuti confermano la bontà del nostro lavoro e ci stimolano a essere sempre più performanti e a migliorare continuamente nel nostro settore. Abbiamo il vantaggio di trovarci al centro dell’Italia, vicino ma al tempo stesso distinti dagli altri grandi centri fieristici, il che ci permette di presentarci come un’alternativa interessante. D’altra parte, non godiamo dei vantaggi della viabilità o del servizio ferroviario di città come Rimini, Bologna o Roma. Questo rappresenta un limite, ma contiamo di compensarlo attraverso strategie innovative e mirate».
Qual è la visione strategica per il futuro?
«Nel prossimo futuro, il nostro programma triennale prevede una trasformazione radicale del centro fieristico, rendendolo un contenitore versatile in grado di accogliere ogni tipo di evento: congressi, concerti e manifestazioni fieristiche. La nuova modularità consentirà di ospitare più eventi contemporaneamente, dando ai singoli padiglioni la possibilità di “vivere di vita propria” senza dover rendere inagibile l’intero centro, come avviene oggi anche per eventi di piccola scala. Parallelamente, stiamo lavorando sui contenuti: una parte arriverà dall’esterno, mentre un’altra sarà rappresentata da iniziative proprie di Umbria Fiere, che andranno ad affiancare AgriUmbria».
Quando è stato chiamato a ricoprire questo ruolo, cosa ha provato?
«Sono stato molto lusingato dalla scelta e, non essendo un politico ma un imprenditore, è stata sollecitata la mia parte di “bastiolo”. Sono profondamente legato al Comune di Bastia Umbra e al mio territorio: la mia azienda è bastiola, e poter contribuire al Comune e al centro fieristico, vero fiore all’occhiello della zona, è stato un grande onore. Sono abituato a impegnarmi con dedizione in tutto ciò che faccio, e sto affrontando questo incarico con attenzione e responsabilità. Ho ancora molto da imparare, ma confido che i risultati mi daranno ragione».
Torniamo ad AgriUmbria, un invito al pubblico. Cosa potranno aspettarsi i visitatori?
«AgriUmbria si terrà questo weekend, il 27, 28 e 29, con un taglio del nastro speciale che segna un ritorno alle origini: l’inaugurazione avverrà all’interno del ring, insieme alla parte zootecnica che ha dato vita all’evento. Quest’anno ci sarà anche una novità: l’Agripub, uno spazio pensato per i giovani agricoltori, con musica, cibo e bevande. L’iniziativa è dedicata ai giovani e offre anche l’occasione per affrontare il tema del ricambio generazionale nel settore agricolo. Oggi viviamo momenti particolari e mi sento di dire che il messaggio dell’agricoltura è anche vita e pace. È legata al mondo economico e imprenditoriale, ma è una vita che non si concilia con la guerra. Un evento come AgriUmbria porta un messaggio sano».

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