AssisiNews riceve e pubblica la lettera di un genitore, Massimiliano Squadroni, su i bambini e la pandemia e la normalità ritrovata che deve insegnarci a valorizzare i bambini e le loro necessità.
Veniamo da un anno terribilmente complicato, in cui senza alcun dubbio i più penalizzati di questa lunga pandemia e delle conseguenti norme restrittive di distanziamento ed isolamento sono stati i bambini, costretti a rinunciare alla loro socialità, al gioco, al loro diritto di spensieratezza, di divertirsi. Un intero anno della loro vita trascorso da “prigionieri in casa”, un lockdown difficile da spiegare e da comprendere per un bambino; i lunghi periodi di dad, di distanziamento, di mascherine, tra l’altro, almeno i più piccoli, sempre rispettosi delle regole, senza lamentele e proteste, a differenza di noi adulti.
In questo periodo in cui si sta tornando alla normalità forse meriterebbero una maggiore attenzione, dovremmo fare uno sforzo collettivo per trovare modi, strumenti, iniziative, per organizzare nuovi spazi ed attività a loro dedicate, progetti a misura di bambino, che dovrebbero avere la priorità su tutto il resto, che al momento non si intravede minimamente. Siamo tutti concentrati sulla ripartenza dell’economia, sulla crescita del pil, sugli stadi di calcio pieni o mezzi pieni, ma forse ci stiamo dimenticando dei bambini… se c’è qualcuno che sta effettivamente programmando progetti per un loro ritorno alla normalità faccia un passo avanti, prego!
Da genitore confesso che in quest’anno di restrizioni ed isolamento mi sono dimenticato che mio figlio non sapesse ancora andare in bicicletta e dell’emozione che si prova ad insegnargli a rimanere in equilibrio e portarlo a fare una passeggiata. Il covid ci ha proprio tolto un anno di vita! Ci è inoltre capitata una bruttissima esperienza, che vorrei riportare in queste poche righe, probabile conseguenza di questo periodo difficile che stiamo vivendo, che fa emergere il lato disumano delle persone ed a testimonianza di come non ci sia minimamente rispetto per i nostri piccoli, uomini e donne di domani! In un piccolo spazio verde accanto alla nostra casa, immersa nella campagna e circondata da terreni coltivati, che avevamo trasformato in una area giochi, in nostra assenza è stato seminato del granturco, ed ora l’altalena, la casetta delle fantastiche battaglie dei pirati, la macchina a pedali che fa slalom tra i dinosauri… non potranno più esistere, cancellati, dalla assoluta indifferenza e mancanza di rispetto dell’altro, in questo caso dei bambini, di tutti quei piccoli sognatori che passando per la nostra strada avrebbero potuto dondolarsi su un’altalena; il “gioco negato” per poche piante di granturco, un dispetto a tutti i bambini del mondo, un gesto perfido dettato dall’ignoranza, in una terra, quella di Assisi, da cui dovrebbero nascere ogni giorno messaggi di solidarietà e fraternità, ma forse anche questa è solo apparenza e molti oramai vivono prigionieri dei propri muri, tra paure e disagio sociale, nel totale disinteresse degli altri. Non è così che costruiremo il mondo di domani, quello che ogni bambino sogna su un’altalena, capelli al vento.
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