Non si ferma il dibattito sulle ex Fonderie Tacconi, ex nel nome e non nell’attività. A scatenare il dibattito il recente post pubblico di un cittadino su Facebook a sostegno del candidato Eolo Cicogna, in cui si accusa l’amministrazione di aver promosso un “ambientalismo ottuso e strumentale, ostile allo sviluppo e alla crescita delle persone e della comunità”. Nello specifico il cittadino, già amministratore dell’azienda, accusa la giunta di “immobilismo improduttivo, ostacolando, frenando e danneggiando molte attività economiche, per puro pregiudizio ideologico”. “Parole gravi – sottolineano i Progressisti per Assisi – soprattutto perché arrivano da chi per anni è stato parte di una fonderia classificata come industria insalubre di prima classe. Una struttura che da tempo genera preoccupazione nella nostra comunità”. E ora arriva la replica del candidato.
La questione delle Fonderie per me non è un argomento su cui fare campagna elettorale, tanto meno sui social. In questi anni – sostiene Cicogna – ho sentito promesse di ogni genere, fatte in modo maldestro e irresponsabile, con una faciloneria che ha alimentato solo rabbia e divisioni. Così è passato il tempo, senza che si facesse anche un solo passo in avanti. Se uno alza un po’ lo sguardo invece, vede chiaramente che c’è un problema e che questo problema si può risolvere solo insieme: azienda, cittadini, parti sociali e istituzioni.
“Come ho chiarito alle Fonderie e al comitato cittadino, per me – sostiene Cicogna – la delocalizzazione è l’unica soluzione possibile. Quando i cittadini chiedono la delocalizzazione hanno ragione, ma la delocalizzazione non è altro che il rilancio di un’azienda storica, che merita tutto il sostegno delle istituzioni per la realizzazione, in un luogo diverso, di un nuovo stabilimento innovativo e sostenibile. Non è un percorso facile, né rapido, ma la direzione è chiara e dobbiamo tutti metterci in cammino
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