Le ex Fonderie Tacconi entrano nella campagna elettorale, dopo che in un recente post pubblico di un cittadino su Facebook a sostegno del candidato Eolo Cicogna, si accusa l’amministrazione di aver promosso un “ambientalismo ottuso e strumentale, ostile allo sviluppo e alla crescita delle persone e della comunità”. A scatenare il dibattito un post di un già amministratore dell’azienda, in cui si accusa la giunta Proietti di aver portato avanti “immobilismo improduttivo, ostacolando, frenando e danneggiando molte attività economiche, per puro pregiudizio ideologico”. “Parole gravi – sottolineano i Progressisti per Assisi – soprattutto perché arrivano da chi per anni è stato parte di una fonderia classificata come industria insalubre di prima classe. Una struttura che da tempo genera preoccupazione nella nostra comunità”.
“La fonderia è ancora lì. È un nodo reale e irrisolto. Non è un’invenzione politica ma un fatto quotidiano che crea disturbo e inquietudine alle famiglie che abitano a pochi metri. Quelle famiglie che hanno sopportato odori insopportabili, che hanno protestato, che hanno chiesto ascolto. Se oggi il tema è al centro del dibattito pubblico è grazie al coraggio dei cittadini e del comitato di via Protomartiri Francescani. Ecco perché definire tutto questo “ottuso” non è solo ingiusto. È un’offesa a chi ha lottato per vivere in un ambiente più sano. A chi ha chiesto solo rispetto. A chi ha avuto il coraggio di denunciare”.
“Davanti a questo problema – dicono i Progressisti per Assisi – l’amministrazione e la coalizione che sostiene Valter Stoppini hanno scelto la strada della responsabilità. Monitoraggi, confronti pubblici, relazioni tecniche, un’ordinanza sindacale e anche un esposto in Procura. Ogni scelta ha tenuto insieme due principi fondamentali: la tutela della salute e la salvaguardia dei posti di lavoro. Nessuna demonizzazione. Nessuna contrapposizione. Solo impegno concreto per trovare soluzioni condivise.
Chi oggi grida allo scandalo e accusa di ottusità un lavoro lungo e paziente in realtà prova a riscrivere la realtà per ottenere un vantaggio elettorale. La destra assisana non ha mai avuto il coraggio di affrontare il problema in modo serio. E oggi scarica tutto su un candidato, Eolo Cicogna, che resta in silenzio. Nessuna parola per i residenti. Nessuna proposta concreta per la delocalizzazione. Nessun distacco da chi attacca l’ambientalismo come se fosse un nemico”.
“Ma il silenzio non è neutralità. È assenso. È complicità. È la conferma che l’unico obiettivo è vincere, anche a costo di colpire chi ha lavorato per una città più sana e più giusta. Anche a costo di mortificare cittadini compaesani che rivendicano i propri diritti. Questa – secondo i Progressisti per Assisi- è la differenza tra due visioni. Una che vuole tornare indietro, che mette il profitto davanti a tutto, che considera la questione ambientale come un ostacolo da superare. E una che guarda avanti, che mette al centro le persone, che crede in uno sviluppo giusto e duraturo. Il 25 e 26 maggio si sceglie tra chi ha ignorato i problemi e chi ha avuto il coraggio di affrontarli. Tra chi vuole una politica fatta di slogan e chi ha costruito risposte con i fatti. Tra chi difende pochi interessi e chi lavora per il bene comune.
Noi scegliamo Valter Stoppini. Un uomo che ha servito la città con serietà, che conosce le difficoltà dei cittadini, che ha sempre ascoltato e agito. Perché Assisi merita una politica all’altezza delle sue sfide”
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