Nuova offensiva ispettiva del Consigliere Comunale e Capogruppo di Forza Italia, Francesco Fasulo, che a inizio giugno ha depositato due istanze di accesso agli atti per fare piena luce su quanto sta accadendo — o meglio, su quanto non viene detto — nell’area di Via Padre Ulisse Cascianelli, a Santa Maria degli Angeli. Un piazzale che negli ultimi mesi è diventato il crocevia di una serie di anomalie – dalla ruota panoramica al cantiere di Umbra Acque – che l’Amministrazione comunale sembra non voler vedere. O, peggio, non voler raccontare ai cittadini.
LA RUOTA PANORAMICA: C’È, MA NON FUNZIONA. PERCHÉ?
La prima istanza — che prosegue il lavoro già avviato con gli accessi prot. n. 10113 del 18.02.2026 e prot. n. 17649 del 23.03.2026 — si concentra sul prolungamento del termine di stazionamento della ruota panoramica oltre la scadenza originaria del 30 aprile 2026. Ma c’è un dato che più di ogni altro impone di andare a fondo. La ruota panoramica è lì. Da mesi. Ma non è mai entrata in funzione se non per pochi giorni. “Questo fatto — dichiara Fasulo, che ricorda tra l’altro di aver chiesto al Comune di far chiarezza sulla documentazione, mai presentatagli — solleva interrogativi che non possono restare senza risposta. Se la ruota panoramica non è attiva, a cosa serve davvero quell’occupazione? Qual è la reale finalità della sua allocazione? Si tratta di un deposito mascherato? Di un mero parcheggio per attrezzature in attesa di una diversa collocazione? E soprattutto: l’area di Via Padre Ulisse Cascianelli è davvero compatibile — per conformazione stradale, per sicurezza, per vocazione urbanistica — con la destinazione a spettacolo viaggiante?”.
IL CANTIERE UMBRA ACQUE: RECINZIONI DIVELTE, MATERIALI ALLA RINFUSA, DEGRADO ASSOLUTO
Se la ruota panoramica solleva interrogativi, il deposito di cantiere di Umbra Acque S.p.A. — che occupa la porzione adiacente del medesimo piazzale — “impone – per il consigliere – una denuncia senza mezzi termini. Si tratta di un’opera pubblica da oltre 807mila euro per il rifacimento delle condutture idriche. Ma il cantiere versa in uno stato che non può essere tollerato un giorno di più. “Le recinzioni di protezione sono divelte in più punti. Chiunque, dico chiunque, può accedere liberamente al deposito. I materiali sono sparsi alla rinfusa, senza alcun criterio di custodia o di sicurezza. Detriti e materiali di risulta giacciono abbandonati sul piazzale. È una situazione di pericolo concreto per la pubblica incolumità: parliamo di un’area aperta, non presidiata, a due passi da strade trafficate e da abitazioni civili. Può entrarci un bambino. Può entrarci un passante. Può succedere di tutto”. Il tutto mentre – deneuncia Fasulo – il Comune non vigila: “Se da quel cantiere abbandonato dovesse derivare un danno a qualcuno — un infortunio, un incidente — il Comune di Assisi non potrebbe chiamarsi fuori. La responsabilità civile ricadrebbe sull’Ente. E a pagare, come sempre, sarebbero i cittadini. Con la loro sicurezza e con i loro soldi”. Nel ricordare l’immobilismo dell’amministrazione – e il suo essere consigliere di strada – il consigliere di Forza Italia Assisi conclude che “Le due istanze depositate sono solo l’ultimo atto di un’azione di controllo che non si fermerà. A tutela dei residenti, di chiunque frequenti quei luoghi, e degli interessi stessi del Comune di Assisi. Perché quando un’Amministrazione chiude gli occhi, qualcuno deve pur aprirli. Anche a forza”.
© Riproduzione riservata













